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Posted mercoledì, 30 Settembre 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Daniele Trubiano: poliziotto, bandito, scrittore e poeta

Daniele Trubiano

Daniele Trubiano con i suoi libri, tra cui spicca il titolo “Da grande voglio fare il tenente Colombo” (foto: Facebook)

La notizia era partita come quella di una semplice rapina di poche migliaia di euro e poi si è rivelata molto più grossa: a Lucca, in un supermercato, un colpo a mano armata ha fruttato al rapinatore la somma di 3.990 euro. Il ladro è stato acciuffato dalle forze dell’ordine e qui è scoppiata la bomba: si tratta del poliziotto Daniele Trubiano, 50 anni, “assistente capo della squadra antiterrorismo della Digos di Pisa, scrittore e poeta, uno degli uomini che avevano individuato e arrestato la brigatista poi pentita Cinzia Banelli”, come spiega il Corriere.

Tralasciamo i dettagli del furto e le motivazioni che possono aver spinto l’autore a compiere il gesto e seguiamo invece le storie di Daniele Lama, il nome che Daniele Trubiano usava per pubblicare i suoi libri. Daniele Lama ha pubblicato, infatti, cinque libri: tre romanzi e due poesie.

Da grande voglio fare il tenente Colombo è il suo primo romanzo, a quanto ci risulta, pubblicato da Medea nel 2013. La sinossi del romanzo è la seguente: “Ci sono dei disegni, dei quadri e delle sculture che sono state oggetto di guerre, anche fratricide. Il nostro disegno, tracciato con una penna nera, rappresenta una stella a cinque punte iscritta in un cerchio. Chi detiene questo simbolo ritiene, chissà per quale folle ragionamento, di avere il diritto di vita e di morte sugli altri essere umani. Questo libro non intende essere una critica al comportamento umano, bensì un gesto di amore verso ciò che si ritiene veramente importante nella vita; Una donna, un’idea, una passione, un lavoro”.

Nello stesso anno pubblica la raccolta di poesie Pensieri di sbirro (autopubblicato, da quel che sembra) che così si conclude, quasi ironia della sorte:

se quella divisa, hai di onore vestita,
l’uscita dal ruolo, sarà più gradita,
e se nel domani, la gente saluta,
è valsa la pena, averla indossata.

Nel 2014 è la volta di un secondo romanzo, sempre per Medea: Il lupo e lo sbirro. Anche qui riportiamo la sinossi: “Gea, Aletheia e Ananke, tre parole greche per descrivere questo romanzo: Gea è la terra che, a colpi di tritolo, cerca invano di difendere un giovane lupo anarchico; Aletheia è la verità che ricerca un poliziotto che tenta invano di catturare il Lupo; Ananke, il fato, li farà incontrare e gli ideali dei due si confonderanno, lasciando vincitori e vinti, uniti nella sconfitta”.

Segue di nuovo una raccolta di poesie: Tu chiamale se vuoi… emozioni. Filastrocche emozionali.

Nel 2015 è uscito per Cavinato (ma era stato già autopubblicato dall’autore come suo secondo romanzo) il libro L’odore dei funghi. Il commissario Brusco Luzzi “un giallo comico ambientato in un piccolo borgo della Garfagnana ove un commissario di Polizia, arruffone e combinaguai, viene inviato per punizione. Dovrà indagare su una serie di omicidi collegati a una reliquia arrivata alcuni secoli prima dalla Terra Santa”.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.