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Posted venerdì, 2 Ottobre 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Tre domande a Pino Corrias sul suo nuovo romanzo “Dormiremo da vecchi”

Pino Corrias – Foto: O. Stone

Pino Corrias – Foto: O. Stone

Esce per Chiarelettere Dormiremo da vecchi, di Pino Corrias un romanzo che, a detta di Goffredo Fofi, è “una feroce commedia all’italiana, alla Age e Scarpelli dei momenti migliori, rivisitata con intelligenza, sul filo del rasoio di una tensione sarcastica. La vera faccia della Grande bellezza”. Un romanzo crudo in cui vengono presentati uomini e donne disposti a vendersi l’anima, il cuore, il sonno per una fotografia o un passaggio televisivo, un amore o un tradimento da rotocalco, un ingaggio o un’aragosta, un grammo di cocaina o uno di potere.

Abbiamo rivolto tre domande a Pino Corrias su questo suo nuovo romanzo (che recensiremo nei prossimi giorni) e lo ringraziamo per la disponibilità.

Nella descrizione di sentimenti come anche in quella delle ricchezze e anche degli avvenimenti narrati, più di una volta lei ricorre all’uso delle liste che risultano molto efficaci, a mio parere, per far percepire la complessità di quello che si narra (o la ricchezza ostentata). Qual è, secondo lei, la linea di demarcazione che fa di una lista una pagina di un libro e non un mero elenco?
La linea di demarcazione è lo stile e naturalmente l’invenzione che spiazza, sorprende e rivela qualcosa di non scontato.

Nel suo libro i social network e la rete in genere non fanno una bella figura e si coglie una leggera vena polemica nel modo di fare informazione dei blog1)Pagina 76: «I social network faranno il solito baccano, incasinando tutto»; pagina 138: «Il clamore ha finito per contaminare i giornali di carta, che sono più lenti, più paludati, ma anche un po’ meno ingenui»; le recensioni prezzolate di Lea Lori blogger di cinema a pagina 141; pagina 167: «Non lo so. Lo dice la Rete. Lo dice Facebook» […] «È una cazzata. Cosa vuol dire la Rete?».: che ne pensa Pino Corrias dei social network e dei blog (anche i litblog, naturalmente)?
Penso che l’enorme massa di informazioni che passa in rete sia del tutto incontrollata e incontrollabile. Per questo oltre a informazioni accurate, veritiere, verificate sul campo arrivano anche una infinità di informazioni imprecise, approssimate e non di rado del tutto false. La ricchezza delle informazione che la rete veicola è anche il suo limite.

C’è molta notte nel romanzo di Pino Corrias. Nel leggere Dormiremo da vecchi mi è tornata in mente una poesia di Mario Dessy pubblicata su La Freccia Futurista nel 1917 dal titolo Notte nel cervello:

Mi sono gettato nel buio per ubriacarmi col canto degli
strani motori della notte.
Le labbra umide delle stelle si appoggiano sulle mie carni
in lunghi baci voluttuosi.
Le braccia della notte lunghe lunghe mi stringono amorosamente.
NEL BUIO NON C’È SILENZIO
Sento mille rumori strani mille voci mille trilli
E l’orchestra della notte sono le rumorosità di un’altra
di un mondo stellato
Dolore rabbia di non poter vivere quella vita di non
poterlo sentire
E la culla colla sua boccaccia lurida sdentata sghignazza
spietatamente del mio dolore.

Chiedo allora a Pino Corrias: come commenterebbe questa poesia Oscar Martello [il protagonista della storia]?
Troppa letteratura, manca il colpo di scena, manca la grande scopata.

Note   [ + ]

1. Pagina 76: «I social network faranno il solito baccano, incasinando tutto»; pagina 138: «Il clamore ha finito per contaminare i giornali di carta, che sono più lenti, più paludati, ma anche un po’ meno ingenui»; le recensioni prezzolate di Lea Lori blogger di cinema a pagina 141; pagina 167: «Non lo so. Lo dice la Rete. Lo dice Facebook» […] «È una cazzata. Cosa vuol dire la Rete?».



Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.