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Posted sabato, 3 Ottobre 2015 by Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Sergej Aleksandrovič Esenin, un ricordo del poeta

Esenin e Isadora Duncan

Sergej Aleksandrovič Esenin e sua moglie Isadora Duncan

Cogliamo l’occasione del suo anniversario di nascita, per ricordare il poeta Sergej Aleksandrovič Esenin (3 ottobre 1895-28 dicembre 1925). Morto suicida a soli trent’anni, Esenin aveva fatto parlare di sé sia per il suo precoce talento sia per la sua vita amorosa piena di passioni, di matrimoni, di pettegolezzi.

Si sposò diverse volte ed ebbe diversi figli, ma è più facile ricordarsi delle sue nozze con la allora altrettanto celebre Isadora Duncan, ballerina statunitense molto più grande di lui. Anche questo evento sollevò numerosi commenti: i due non potevano capirsi perché non parlavano l’uno la lingua dell’altra. Si disse che fosse un matrimonio a scopo pubblicitario.

Nel periodo in cui seguì la moglie nei suoi spettacoli in giro per l’Europa, il suo umore cambiò e lo portò ad avere crisi profonde, che sfociarono anche nel distruggere camere d’albergo. Perché mi sto dedicando a questa parte della sua storia e non subito ai suoi versi? Perché Esenin, anche solo leggendo questa parte della sua vita, potrebbe essere considerato una star dei suoi tempi.

Dietro però le continue passioni, i matrimoni, le relazioni, gli attacchi di ira, c’era un giovane uomo dal grande talento, preda di momenti bui e di dipendenze, che pare gli procurassero anche gravi allucinazioni. Si destreggiava tra euforia, malinconia, stati depressivi.

Amico mio, amico mio,
sono molto molto malato.
Io stesso non so da dove mi venga questo male.
Se sia il vento che sibila
sul campo vuoto e deserto,
forse, come a settembre al boschetto,
è l’alcool che sgretola il cervello.

La mia testa sventola le orecchie,
come fa un uccello con le ali.
La mia testa non è più capace
di ciondolarsi sul collo.
Un uomo nero,
nero, nero,
un uomo nero
si siede sul mio letto,
un uomo nero
non mi lascia dormire per tutta la notte.
(da “L’uomo nero”)

Nei suoi scritti si avverte dolorosamente la tensione verso una luce, una vita piena, un ritorno alla serenità della sua infanzia.

Non riesco a capire come mai la nostra vita debba essere così, e cioè vivere e non sentirsi vivi, non sentire la propria anima […]. Ricorrerò a qualunque mezzo, pur di svegliarmi. Vivere in questo modo, dormendo e prendendo coscienza solo per qualche attimo, è troppo disgustoso. (da una lettera a Griša Panfilov)

Il suo suicidio, un secondo e riuscito tentativo succeduto a poche ore dal primo, è avvolto nel mistero e così anche la genesi e il ritrovamento di quella che si ritiene essere la sua ultima poesia.

O caro amico, ci vedremo ancora,
ché sempre nel mio cuore tu rimani.
Ormai di separarsi è giunta l’ora,
ma promette un incontro per domani.
O caro amico addio, senza parole,
senza versare lacrime o sorridere.
Morire non è nuovo sotto il sole,
ma più nuovo non è nemmeno vivere.
(da “Congedo”)

Un aspetto spesso taciuto della vita di Esenin

Ciò che spesso è stato anche taciuto riguardo a questo grande poeta è la sua omosessualità. Lettere, poesie indirizzate chiaramente a un amante, vengono a volte citate senza esplicitarne i destinatari. Così anche, leggendo le varie note biografiche a lui dedicate, si ha la sensazione che porre l’accento sulla sua vita pubblica fosse (sia ancora) un modo per non parlare dell’origine di molta della sua produzione poetica. Non a caso le sue opere vennero censurate durante la dittatura di Stalin e anche sotto Chrušcëv.

Come infatti sottolinea Giovanni Dall’Orto, la carriera di questo giovane e affascinante poeta contadino viene lanciata e seguita proprio dagli uomini con cui allacciò delle relazioni e dalle donne, usate anch’esse per farsi conoscere. Esenin oggi rifiuterebbe qualsiasi tentativo di affibbiargli un’etichetta: eterosessuale? Omosessuale? Bisessuale? Quello che contava per lui era la poesia, quello che lo sosteneva una carica vitale che sembrava avere la meglio sulle sue pulsioni distruttive.

Io mi studio, mi studio col cuore di serbare
negli occhi il fiore del ciliegio selvatico.
Solo nel ritegno i sentimenti si scaldano
quando una falla rompe il petto.
(Nella frescura d’autunno è bello)

Cosa leggere di Esenin

Una curiosità: la poesia Confessioni di un teppista è stata tradotta e musicata da Angelo Branduardi.

Ma per chi ne volesse una interpretazione completamente diversa, ecco Carmelo Bene:

Per cominciare a leggere Esenin partirei dalla raccolta Poesie e poemetti, BUR – Rizzoli, ma con una facile ricerca scoprirete traduzioni e pubblicazioni a cura di molti altri editori.

Foto | Wikipedia




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.