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Posted martedì, 13 Ottobre 2015 by Natale Fioretto in Premi letterari
 
 

Svetlana Alexievich, Premio Nobel snobbato dalla stampa russa

Svetlana Alexievich

Svetlana Alexievich, Nobel per la Letteratura 2015

Nemo propheta in patria viene da ripetere ogni anno al conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, ma non solo. Lo abbiamo sperimentato anche in Italia nel 1997 con Dario Fo quando, accanto ai sentimenti di più schietto orgoglio o semplice soddisfazione, piovvero critiche durissime volte a denigrare l’opera dell’insigne “giullare”.

Qualcosa di simile, a mio vedere più grave della semplice denigrazione, si sta verificando con Svetlana Alexievich, premio Nobel che si vorrebbe dimenticare e che, di fatto, si ignora, quasi a sancirne una damnatio memoriae.

Quanto sia invisa a certa stampa russa possiamo notarlo nell’articolo comparso l’8 ottobre scorso sul giornale economico Vzgljad (Lo sguardo) in cui si afferma direttamente, con intento decisamente malevolo, che “se per narrativa intendiamo un qualsiasi testo scritto in russo, allora, sì, La guerra non ha il volto di una donna è ovviamente letteratura. Se consideriamo, invece, che il metodo letterario consiste nel creare un mondo artistico convincente per mezzo della lingua, allora qualunque testo di Alexievich non è più letterario di quanto lo siano le istruzioni per l’uso di un ferro da stiro. Per questo le è stato assegnato il premio Nobel?”.

Il Nobel le è stato conferito “per la sua opera polifonica, un monumento alla sofferenza e al coraggio nel nostro tempo”, sebbene Alexievich – afferma il giornale in questione – non abbia scritto niente di speciale né sulla sofferenza, né sul coraggio.

E l’analisi dell’opera della scrittrice continua. Tema principale della narrativa di Svetlana Alexievich è la Seconda guerra mondiale, anche se lei, nata il 31 maggio 1948 nella città di Stanislav (chiamata ora per la gioia del presidente ucraino Petro O. Porošenko, Ivano-Frankivs’k), non ha visto alcuna guerra, scrive Vzgljad. Tutta la biografia della scrittrice – una insegnante, giornalista, documentarista (si noti a questo punto l’intento apertamente riduttivo della maestria di Svetlana Alexievich) – è un esempio di abilità compilativa: ha parlato con un sacco di gente ed è stata una talentuosa compilatrice.

L’autore dell’articolo in questione ha, poi, fatto ricorso a un’indagine statistica che dovrebbe rivelare il polso dei lettori del giornale che, ovviamente, non può essere considerata una rappresentazione della più vasta realtà russa, vuoi per l’esiguità del campione, poco meno di cinquantamila pareri, vuoi per il limite rappresentato dalla platea dei lettori del giornale. Alla domanda: “Come avete accolto l’attribuzione del premio Nobel per la letteratura a Svetlana Alexievich?” il campione ha così risposto:

  • con gioia 10,3%
  • con vergogna 19,8%
  • con perplessità 59,2%
  • con comprensione 5,3%
  • con altri sentimenti 5,4%

Per Svetlana Alexievich solo una noticina del Ministero degli Esteri

Di diverso tenore è, invece, l’articolo di Irina Khalip comparso nella versione online del giornale Novaja Gazeta del 9 ottobre scorso in cui l’autrice richiama all’attenzione del lettore un particolare che già altri giornalisti prima di lei avevano notato: in Bielorussia nessuno ha parlato di quello che in effetti è il primo grande riconoscimento internazionale alla cultura del paese. Quando ai giochi olimpici di Soci Dar’ja Domraceva ha vinto una medaglia d’oro è stata insignita del titolo di “Eroe della Bielorussia”, ma di Svetlana Alexievich nessuno parla, fuorché una noticina del Ministero degli Esteri in cui si menziona il premio Nobel alla letteratura. Ed è indicativo e, per certi versi non stupisce, il fatto che della scrittrice parli una nota di quel particolare ministero: così facendo, infatti, non si fa altro che sottolineare l’estraneità della scrittrice alla cultura nazionale. Sicuramente Aleksandr Lukašenko (presidente della Bielorussia) avrà battuto non poco i piedi per non essere stato consultato dall’Accademia di Svezia prima dell’attribuzione del Premio. Il fatto che in Bielorussia non siano stati pubblicati i libri di Svetlana Alexievich non fa che ribadire un concetto: lei non esiste.

Foto | Peter Groth (Opera propria) [GFDL o CC BY 3.0], attraverso Wikimedia Commons




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.