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Posted 19 Ottobre 2015 by Roberto Russo in News culturali
 
 

Erri De Luca assolto perché il fatto non sussiste

Erri De Luca

Lo scrittore Erri De Luca

ore 13.15 – Erri De Luca è stato assolto perché il fatto non sussiste: così si è espresso il Tribunale in merito alla questione No-Tav. Un applauso e delle grida di gioia hanno accolto la lettura della sentenza in aula. Erano presenti, infatti, molti sostenitori di Erri De Luca. Ma dove erano gli altri scrittori e gli intellettuali? Se lo era chiesto lo stesso Erri De Luca nelle dichiarazioni spontanee rese prima della sentenza:

Ci sono degli assenti e si notano. Si sono presi la responsabilità della loro assenza. La società civile, a cominciare dai miei lettori mi ha invece sostenuto fin dall’inizio con centinaia di letture pubbliche che ho archiviato. Loro non mi hanno mai abbandonato.

ore 10.45 – È attesa per oggi alle ore 13 la sentenza nei confronti di Erri De Luca in merito alla questione No-Tav. Lo scrittore, come è noto, è imputato per istigazione a delinquere per le sue dichiarazioni sui sabotaggi alla linea Torino-Lione. Rilasciando dichiarazioni spontanee dinanzi ai giudici, Erri De Luca ha ribadito il suo punto di vista:

Confermo la mia convinzione che la linea di sedicente alta velocità in Valsusa va ostacolata, impedita, intralciata dunque sabotata per la legittima difesa di una comunità minacciata. Mi pare che ci stiamo abituando a una deriva, a una perdita di consistenza civile, ma forse quest’aula è un punto di resistenza.

Ricordiamo che la procura ha chiesto otto mesi di condanna per Erri De Luca. Parlando con i giornalisti lo scrittore ha detto:

Forse oggi mi accorgerò di abitare in un paese nuovo. Sono curioso di sapere cosa succederà considero questa aula un avamposto affacciato sul nostro imme1919diato futuro. Non ci sono precedenti, è un processo spuntato come un fungo, non so se il primo di una nuova Italia o l’ultimo di una vecchia Italia.

Il PM chiede 8 mesi di reclusione per Erri De Luca sulla questione “No Tav”

21 settembre 2015 – Istigazione a delinquere e per questo condanna a otto mesi di reclusione: è la richiesta del Pubblico Ministero Antonio Rinaudo nei confronti di Erri De Luca per la questione sabotaggi della TAV. Secondo il PM Erri De Luca era pienamente consapevole del significato delle sue parole:

Quelle non sono parole pronunciate da uno qualunque. Quando Erri De Luca parla le sue parole hanno un peso rilevante, soprattutto in relazione ai destinatari, in questo caso il movimento No Tav. [De Luca] è uno scrittore di fama, conosciuto dal Movimento fin dal 2005. Parliamo di forza suggestiva che ha incitato altri soggetti a commettere reati.

Quando a gennaio 2015 è iniziato il processo contro Erri De Luca, lo scrittore aveva detto:

Adesso sarà un processo sulle frasi che ho detto. Io ho usato la parola “sabotaggio”, che è una parola nobile usata anche da Gandhi. Continuo a pensare che il Tav vada sabotato, ma sono convinto che si saboterà da solo perché non ci sono i soldi per costruirlo. Il buco del Tav sarà un “buco interrotto”, un “bucus interruptus”.

La questione è oltremodo spinosa: cosa vuol dire nel caso specifico “istigazione a delinquere”? Uno scrittore non può più parlare ed esprimere il proprio punto di vista? Viene punito perché le sue parole hanno forza suggestiva? E si può dimostrare il legame tra quanto ha detto Erri De Luca ed eventuali atti di violenza compiuti contro la TAV? Commentava qualche tempo fa François Hollande: “Non voglio intervenire in vicende giudiziarie, ma ciò che posso fare, a nome della Francia, è sostenere sempre la libertà d’espressione e di creazione, e questo vale anche per gli autori, siano essi francesi, italiani o di ogni altra nazionalità, che non vanno perseguiti per i loro testi”.

Erri De Luca ha dedicato a questa vicenda il libro La parola contraria e quando l’abbiamo incontrato a Parigi in occasione di una presentazione di questo libro, ci ha detto:

Il primo dovere è quello della resistenza, perché loro un’altra valle non ce l’hanno. E per me è un dovere, non è solo un diritto. È un dovere mio, di cittadino.

Su Twitter è l’hashtag #IoStoConErri sta spopolando.


 Foto | Di Pippiair (Opera propria) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.