0
Posted 20 Ottobre 2015 by Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Corrado Govoni, dal crepuscolarismo al futurismo

Corrado GovoniCorrado Govoni, poeta italiano ferrarese di cui oggi ricorre la data della morte (20 ottobre 1965), era nato nel 1884 in una famiglia di agricoltori e non aveva mai completato i suoi studi. Questo non gli aveva impedito di dedicarsi all’arte poetica e di esordire prima dei vent’anni con le sue prime composizioni.

Destreggiandosi tra poesia e narrativa, Corrado Govoni collaborò a diverse riviste letterarie e alcuni suoi scritti apparvero su Lacerba, rivista fondata nel 1913 da Giovanni Papini e Ardengo Soffici, di cui abbiamo già parlato qui sul blog della Graphe.it. Collaborò altresì con i Quaderni di poesia diretti da F.T. Marinetti (Poesie elettriche – 1911).

Attratto da Pascoli per i temi vicini alla sua esperienza di vita, Corrado Govoni amò anche la ricerca crepuscolare e fece sue per un po’ le aspirazioni parnassiane di origini francesi, che volevano un verso ispirato al classicismo e lontano da contaminazioni personali ed emotive.

Autodidatta, in tutta la sua ricerca e produzione poetica e letteraria, Corrado Govoni arricchì le istanze dei movimenti che più lo appassionarono con un personale tono fiabesco e con il richiamo ai colori e alla vitalità, che furono per lui il ponte tra il crepuscolarismo e il futurismo.

Altissimi, per l’aria, dai bastioni,
capriolano fantastici aquiloni.

Le rondini bisbigliano nel nido.
Un grillo dentro l’orto fa il suo strido.

Il cielo chiude nella rete d’oro
la terra come un insetto canoro.

Dentro lo specchio, tra giallastre spume
ritorna a galla il polipo del lume.

La tristezza s’appoggia a una spalliera
mentre le chiese cullano la sera.

(da “Crepuscolo ferrarese”)

Oltre a portare le immagini della sua esperienza di poeta cresciuto nella natura, lontano dalle città e dai circoli poetici, Corrado Govoni arricchì l’evoluzione del verso poetico italiano sperimentando il verso libero e vi introdusse anche espressioni tipiche della sua regione. La sua produzione poetica si nutrì della sua vena immaginativa: dalle parole in libertà futuriste, alle immagini in libertà, in libero accostamento.

Immagini che non stridevano quanto quelle futuriste, non disturbavano, ma cercavano, nel loro apparente caotico movimento, una loro personale armonia ed una giocosità fanciullesca che fu spesso cifra letteraria di Govoni.

Tra le raccolte più importanti di Corrado Govoni ricordia: Armonia in grigio et in silenzio – 1903; Fuochi d’artificio – 1905; Gli aborti – 1907;  Aladino. Lamento su mio figlio morto – 1946 (dedicata al figlio ucciso dai nazisti nell’eccidio delle fosse Ardeatine); L’Italia odia i poeti – 1950. Tra le prose e gli scritti teatrali, Piccolo veleno color di rosa – 1921I racconti della ghiandaia – 1932Confessioni davanti allo specchio – 1942. 

Foto | Wikipedia




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.