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Posted mercoledì, 21 ottobre 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Dark Places: il libro di Gillian Flynn dietro il film con Charlize Theron

Arriva al cinema il film Dark Places – Nei luoghi oscuri, thriller diretto da Gilles Paquet-Brenner con Charlize Theron, Nicholas Hoult, Chloë Grace Moretz e Christina Hendricks nel cast. Il film è tratto dal romanzo Dark Places di Gillian Flynn, già autrice di Sulla pelle e L’amore bugiardo. Gone girl (Dark Places e Sulla pelle disponibili per Piemme mentre L’amore bugiardo è nel catalogo Rizzoli).

Dark Places – Nei luoghi oscuri (che prima dell’uscita del film era in libreria solo con il titolo Nei luoghi oscuri) è ambientato in una provincia americana povera e desolata e ruota attorno alla protagonista Libby Day e alla sua tragedia umana. Libby, infatti, aveva appena sette anni quando sua madre e le sue sorelle vennero uccise in un rito satanico. Libby accusò dell’efferato omicidio sui fratello Ben, che da allora è in carcere. Ora, dopo ventiquattro anni, qualcuno però sostiene l’innocenza di Ben: è il Kill Club, una sorta di “feticisti del crimine” o investigatori dilettanti che dir si voglia, che fanno di tutto per convincere la donna a ritrattare la sua testimonianza. Le offrono molti soldi e visto che lei ha bisogno di denaro, accetta di ritornare con la mente a quanto accaduto ai tempi della sua infanzia. E quello che verrà alla luce non sarà affatto piacevole.

L’incipit del libro Dark Places – Nei luoghi oscuri è interessante (traduzione di Barbara Murgia):

Ho della cattiveria in me, reale come un organo. Mi dilania il ventre e può scivolare a terra, carnosa e scura, tanto da poterla calpestare. È il sangue dei Day. Ha qualcosa che non va. Non sono mai stata una brava bambina e sono peggiorata dopo gli omicidi. Libby l’orfanella è cresciuta apatica e smidollata, trascinandosi a fatica da un gruppo di lontani parenti all’altro – secondi cugini, prozie, amici di amici –, rinchiusa in una serie di roulotte o fattorie fatiscenti in giro per il Kansas. Mandata a scuola con i vestiti smessi delle sorelle morte: camicie con le ascelle macchiate; pantaloni sformati, troppo grandi, tenuti su da logore cinture strette fino all’ultimo buco. Nelle foto di classe avevo sempre i capelli spettinati – con le mollette aggrappate alle ciocche, come oggetti volanti impigliati fra i cespugli –, le borse sotto gli occhi e lo sguardo da affittacamere ubriaca. Forse una piega riluttante delle labbra al posto del sorriso. Forse.
Non ero una bambina adorabile e sono diventata un’adulta decisamente sgradevole. Tracciate un disegno della mia anima e ne uscirà uno sgorbio con le zanne.

Parlando del film Dark Places Charlize Theron ha affermato: “Credo sia insito nella condizione umana rifiutare di vedere gli aspetti più dolorosi della vita”




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.