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Posted 26 Ottobre 2015 by Natale Fioretto in Grammatica
 
 

10 comuni errori grammaticali della lingua italiana

10 comuni errori grammaticali della lingua italiana

10 comuni errori grammaticali della lingua italiana

È stata pubblicata la classifica dei dieci errori più comuni della lingua italiana o, meglio dei dieci errori più frequenti fra gli studenti che hanno sostenuto l’esame di maturità nella scorsa sessione estiva 2015. In prima posizione fra gli errori ci sono “qual è”, “qualcun altro” e “un pò”, ma ce ne sono altri e molto interessanti per chi si dedica allo studio della lingua.

È tanto facile quanto inutile strapparsi le vesti: gli errori esistono da che mondo è mondo e nessuno, forse uno solo, può dirsi infallibile; inoltre, le percentuali di errore rilevate sono per lo più molto esigue.

10 comuni errori grammaticali

  1. Qualcun altro o qualcun’altro? Le statistiche affermano che circa il 45% del campione rilevato scrive “qualcun’altro”, mentre la forma corretta è qualcun altro rigorosamente senza apostrofo. Facciamo chiarezza: qualcuno subisce troncamento davanti ad “altro” per la forma maschile, qualcun altro e elisione davanti ad “altra” per quella femminile, qualcun’altra.
  2. Qual è? Dell’argomento ne abbiamo parlato diffusamente nel post qual è o qual’è?
  3. Un po’ vs un pò. Un intervistato su tre scrive e i motivi non sono da ascrivere solo a ignoranza delle regole, mentre la forma da preferire è po’ con l’apostrofo che mostra il troncamento di poco.
  4. Lui dà il via o lui da il via? Frequente (il 27%), ma tutto sommato non preoccupante anche se scorretto, è l’uso della terza persona singolare del verbo dare senza accento. Da preferire e indicare come unica possibilità corretta è “dà”.
  5. Beata “conoscienza”. Un teenager su quattro scrive “conoscienza” e non “conoscenza”; la “i” ballerina qualche problema lo crea anche in altre posizioni. In casi come questi l’etimo sarebbe di grande utilità. Se non l’etimo, la lettura… o un dizionario.
  6. Insufficente. Quanto detto al punto precedente, si ripresenta quando notiamo che il 18% del campione preso in esame scrive “sufficente” e non “sufficiente”. Facciamo attenzione prima di gridare allo scandalo, la percentuale è contenuta.
  7. Fà o fa? La tendenza dell’italiano a scrivere l’accento sulle parole tronche (libertà, fraternità, umiltà) si espande anche ai monosillabi in cui mostrare l’accento è del tutto inutile. Comunque, il 14% del campione sceglie la versione errata, fà.
  8. Ce ne sono o c’è ne sono? A scegliere l’opzione sbagliata è uno studente su dieci. “C’è” rappresenta la terza persona singolare del verbo pronominale “esserci” con significato di “esistere” e si distingue anche – ma qui bisognerebbe fare affidamento su di un sottile udito – per la presenza di una “e” aperta”, quella del verbo “essere”. E magari se volete approfondire vi proponiamo l’approfondimento per ce l’ho e c’è l’ho.
  9. Pultroppo… Da un punto di vista articolatori o“L” e “R” non sono molto distanti e talvolta la lingua incespica, ma la penna non deve. Del resto la forma con “l” in italiano è del tutto inesistente. Nel dubbio, rammentiamo che “purtroppo” si compone di due parti “puR” e “troppo”. Pare che circa il 6% degli studenti che hanno svolto la maturità siano incappati nell’errore. Non è una percentuale alta, ma è l’ambiente in cui l’errore viene commesso a impensierire.
  10. A me mi piace! Proprio sicuro che “a te ti piace”? Ecco l’approfondimento, sempre su GraphoMania.

Via | Skuola.net
Foto | Pixabay




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.