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Posted 29 Ottobre 2015 by Roberto Russo in Poesia e dintorni
 
 

Alberi in autunno, tra poesia e colori

Alberi in autunno

Alberi in autunno: Sul fiume Saco (Maine, USA), olio su tela di Albert Bierstadt (1830-1902)

«So che gli alberi mi guardano – scrive Pietro Citati ne L’armonia del mondo. Miti di oggi – mi curano e mi proteggono con la loro presenza silenziosa, col loro amore senza parole. Non sanno nulla di me, ma sono disposti a distendere le loro braccia sopra di me e sopra ciascuno». Un pensiero molto bello che ben definisce gli alberi e le emozioni che si provano nel vederli, maestosi.

Gli alberi in autunno, poi, hanno un fascino tutto particolare per via dei loro colori, del loro resistere tra il già e il non ancora. Guardare gli alberi in autunno genera spesso riflessioni sulla propria vita, come ha fatto Goethe, per esempio:

Sì, è così. Come la natura volge verso l’autunno, così l’autunno si fa in me e intorno a me. Ingialliscono le mie foglie, e già le foglie degli alberi vicini sono cadute.

Altro insegnamento degli alberi in autunno ce lo offre Khalil Gibran che scrive:

Prima che la mia anima mi consigliasse, dubitavo del valore del mio lavoro. Ora ho capito che gli alberi fioriscono in Primavera e fruttificano d’Estate senza cercare lodi; e le loro foglie cadono in Autunno e i loro rami restano spogli d’Inverno senza timore di biasimo.

Poesie sugli alberi in autunno

Gli alberi in autunno sono stati grande fonte di ispirazione per i poeti. Il poeta cinese Bai Juyi conosciuto come Po Chu-i (772-846) ha scritto una delicata poesia sulle quattro stagioni dei pini:

Crescono i pini
sparsi senza una regola,
non in filari ordinati,
ce n’è degli alti e dei bassi.
Nelle tempeste d’autunno
il vento fischia tra i rami,.
contro il sole d’estate
ci prestano un’ombra fresca.
Nel colmo della primavera
una pioggia sottile, a sera,
riempie le loro foglie
d’un carico di gocce pendule,
e alla fine dell’anno
il tempo della gran neve
stampa sui loro rami
una candida trina lucente.

Umberto Saba (1883-1957) fissa il suo sguardo su un arboscello:

Oggi il tempo è di pioggia.
Sembra il giorno una sera,
sembra la primavera
un autunno, ed un gran vento devasta
l’arboscello, che sia, e non pare, saldo;
par tra le piante un giovanotto, alto
troppo per la sua troppo verde età.
Tu lo guardi: hai pietà
Forse di tutti quei candidi fiori
che la bora gli toglie e sono frutta,
sono dolci conserve
per l’inverno i suoi fiori, che tra l’erbe
cadono; e se ne duole la tua vasta
maternità.

Marino Moretti (1885-1979) nella poesia Autunno riflette sul fatto che anche in questa stagione gli alberi continuano a proteggere la vita:

Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l’inverno ormai vicino.
Il bosco scherza con le foglie gialle
benché l’inverno senta ormai alle spalle.
Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benché senta nell’ onda il primo gelo.
È sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore ad ombrello, un fungo.

Anche il maestro Felice Socciarelli (1887-1951) guarda al bosco in autunno e lo propone come luogo di svago per i bambini:

Specie per voi bambini il bosco è bello,
ospita tanti uccelli e tanti nidi:
c’è talvolta un ruscello
e l’eco che risponde ai vostri gridi.
D’estate che bell’ombra! Che frescura!
Quante frutta selvatiche e gustose
in mezzo alla verdura!
E di notte, quante voci misteriose!
Anche d’autunno, quando s’è spogliato
e di frutta e di nidi, è bello ancora,
ma i colpi del pennato
vi si fanno sentir fino all’aurora.
Or più non vi canta l’assiolo
con la sua voce dolorosa: “Chiù!”
È l’inverno, e il boscaiolo
picchia di scure e molto butta giù.
E taglia tanta legna, ché i bambini
quando sentono il freddo stanno male.
Avran tutti i camini
un ceppo per la notte di Natale.

Parlando di alberi in autunno non si può non citare la celeberrima poesia Soldati di Giuseppe Ungaretti (1888-1970):

Si sta come
d’autunno
sugli alberi le foglie

Albero autunnale è il titolo di una poesia dello spagnolo Jorge Guillén (1893-1984) che guarda alle foglie che cadono:

Già matura
la foglia pel sereno suo distacco
discende
nel cielo sempre verde dello stagno.
In calmo
languore della fine, l’autunno s’immedesima.
Dolcissima
la foglia s’abbandona al puro gelo.
Sott’acqua
con incessanti foglie va l’’albero al suo dio.

Eileen Caddy (1917-2006) nelle sue meditazioni quotidiane contenute nel libro Le porte interiori parla anche degli alberi in autunno:

Vidi alcune foglie autunnali cadere da un albero,
e poi un albero ormai privo di tutte le sue foglie.
Udii queste parole:
«Non preoccuparti.
La forza vitale è all’interno,
e da essa scaturirà il nuovo.
Sappi che il vecchio deve morire,
affinché possa nascere il nuovo».

Concludiamo questa rassegni di poesie sugli alberi in autunno con un componimento del poeta e saggista venezuelano Eugenio Montejo (1938-2008) dal titolo Gli alberi:

Parlano poco gli alberi, si sa.
Passano tutta la vita meditando
e muovendo i loro rami.
Basta guardarli in autunno
quando si riuniscono nei parchi:
soltanto i più vecchi conversano,
quelli che donano le nuvole e gli uccelli,
ma la loro voce si perde tra le foglie
e assai poco percepiamo, quasi niente.
È difficile riempire un piccolo libro
coi pensieri degli alberi.
Tutto in essi è vago, frammentario.
Oggi, ad esempio, mentre ascoltavo il grido
di un tordo nero, di ritorno verso casa,
grido ultimo di chi non attende un’altra estate,
ho capito che nella sua voce parlava un albero,
uno dei tanti,
ma non so cosa fare di quel grido,
non so come trascriverlo.

Foto | Albert Bierstadt [Public domain], via Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.