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Posted lunedì, 2 Novembre 2015 by Natale Fioretto in Grammatica
 
 

Locuzioni avverbiali: classificazione, uso, significato, dubbi

Locuzioni avverbiali

Approfondiamo le locuzioni avverbiali

Le locuzioni avverbiali sono combinazioni di due o più parole, con funzione di avverbio. Possono essere formate in vario modo, e precisamente: con una preposizione (a stento), con doppia preposizione (a faccia a faccia), con le preposizioni di… in (di bene in meglio), duplicando un sostantivo (passo passo), duplicando un aggettivo (bel bello), duplicando un avverbio (or ora), con la preposizione articolata alla seguita da un aggettivo femminile (all’antica).

Guardando al significato, è possibile distinguere tra locuzioni avverbiali qualificative o di modo (a stento), di tempo (sul presto), di luogo (di qua), di quantità (all’incirca), di giudizio (in particolare, di affermazione: di sicuro; di negazione: neanche per idea; di dubbio: quasi quasi), interrogative (da dove?)

Dubbi su alcune locuzioni avverbiali: come si scrivono?

Pergiunta o per giunta? Per ora o perora? Per sempre o persempre? E ancora: tutt’altro o tuttaltro? Per favore o per favore? In sintesi: come si scrivono queste locuzioni avverbiali? Il fatto che siano pronunciate come tutte attaccate, non vuol dire che anche nella scrittura lo debbano essere. Vediamo i singoli casi

  • Per giunta: la locuzione avverbiale con significato di inoltre, per di più, ma con in più una sfumatura ironica, se non addirittura amara, è per giunta non pergiunta.
  • Per ora: non facciamo confusione; la locuzione avverbiale per ora è composta; unendone le parti rischieremmo di scrivere la terza persona singolare del verbo perorare (egli perora): parlare in favore di qualcuno.
  • Per sempre o persempre? Poco cambia, nel significato, ma scriviamo per sempre.
  • Si scrive tutt’altro o tuttaltro? La forma corretta, cioè, prevede l’apostrofo o la parola va scritta tutta attaccata? Si scrive tutt’altro: c’è bisogno dell’apostrofo.
  • Siamo sempre gentili e disponibili; al perfavore, però, preferiamo per favore. Tuttavia, nella lingua parlata, sia per l’alta frequenza d’uso, che per la rapidità con cui solitamente viene pronunciato e per il fatto che si avverte distintamente un solo accento tonico, perfavore è sentito come un’unica parola. Ma, lo ricordiamo, la forma corretta è per favore.

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Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.