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Posted giovedì, 5 Novembre 2015 by Roberto Russo in News culturali
 
 

Addio a René Girard, uno degli ultimi grandi filosofi cristiani

René Girard

René Girard in una foto del 2007

L’accademico francese René Girard, eminente teorico chiamato “il nuovo Darwin delle scienze umane” è morto a 91 anni, negli USA. A darne notizia è l’Università di Stanford in cui ha insegnato per molti anni che in un comunicato scrive, tra l’altro: «Lo stimato professore francese di Stanfort, uno dei quaranta “immortali” della prestigiosa Accademia francese, è morto nella sua casa di Stanford questo mercoledì, dopo una lunga malattia». I suoi libri, tradotti in tutto il mondo, «hanno offerto una visione audace e vasta della natura, della storia e del destino umano», prosegue il comunicato.

René Girard ha iniziato la sua carriera come teorico della letteratura, affascinato da tutte le scienze sociali: storia, antropologia, sociologia, filosofia, religione, psicologia e teologia. «Ha avuto influenza su scrittori come il premio Nobel J. M. Coetzee e Milan Kundera, sebbene non abbia mai avuto la fama (spesso fugace) dei suoi colleghi strutturalisti, post-strututturalisti, decostruzionisti e altri» chiosa l’Università di Stanford.

Nato ad Avignone nel Natale del 1923, René Girard ha scritto molto sulla diversità e sull’unità delle religioni. Dopo aver studiato nell’École des Chartres, René Girard si è trasferito negli Stati Uniti nel 1947, dove insegnò in numerose università come Duke, Johns Hopkins e soprattutto Stanford e in quest’ultima ha terminato la sua carriera accademica nel 1995. Menzogna romantica e verità romanzesca è considerato il suo capolavoro (pubblicato nel 1961 e tradotto in Italia da Bompiani) in cui, a partire dalle pagine di romanzi occidentali di Stendhal, Cervantes, Flaubert, Proust e Dostoevskij, aveva desunto la «teoria del desiderio mimetico» la cui tesi centrale egli stesso ebbe a riassumere così: «L’uomo desidera sempre secondo il desiderio dell’Altro».

Secondo Roberto Calasso, suo editore italiano: «Girard è uno degli ultimi “porcospini” oggi sopravviventi, secondo la tipologia che Isaiah Berlin ha derivato dal verso di Archiloco: “La volpe sa molte cose, ma il porcospino sa una sola grande cosa”. La “sola grande cosa” che Girard sa ha un nome: capro espiatorio». La teoria del «capro espiatorio» è elaborata nel saggio Delle cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.

Molti dei suoi libri sono pubblicati in Italia da Adelphi.

Foto | By Vicq (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.