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Posted mercoledì, 11 Novembre 2015 by Graphe.it in News culturali
 
 

Tremila inediti di Gabriele d’Annunzio donati al Vittoriale

Gabriele d'Annunzio

Martino Zanetti è il titolare e presidente di Hausbrandt 1892 di Trieste. Ma è anche studioso di teatro, pittura, architettura, musica e di varie esperienze artistiche e collezionista. In quest’ultima veste ha messo insieme nel corso degli anni una grandissima collezione su Gabriele d’Annunzio, tra cui spiccano oltre tremila fogli autografi del Vate, con importanti lettere del suo periodo di formazione ma anche della maturità; inoltre c’è la prima stesura autografa de La vita di Cola di Rienzo.

Zanetti – che tra l’altro colleziona autografi di Shakespeare, Ben Johnson e Inigo Jones – ha donato al Vittoriale tutta la propria raccolta di autografi di Gabriele d’Annunzio: lettere, manoscritti e discorsi pubblici del periodo 1882-1883 e 1936-1938. Come leggiamo sul sito di Hausbrandt 1892 si tratta di «un patrimonio fino a ora “nascosto” che verrà donato al Vittoriale, proprio per dare nuovi stimoli e nuove sensazioni a tutti gli appassionati, desiderosi di conoscere al meglio il maggior interprete italiano delle correnti di pensiero e delle mode letterarie europee, tra le quali l’esasperato sensualismo, l’estetismo raffinato e paganeggiante, la tendenza a valutare la realtà sociale e a prevederne gli esiti con un’anticipazione quasi secolare”. Martino Zanetti racconta come è nata la sua passione per d’Annunzio e stigmatizza un certo approccio negativo da parte dei critici alle opere del Vate:

La passione per Gabriele d’Annunzio è nata al momento di maturazione umana, quando da adolescente ho incominciato a leggerlo e immediatamente ho percepito l’abissale discrepanza tra quanto leggevo (e ne venivo affascinato) e una docenza e una critica storico/letteraria sistematicamente e cervelloticamente negative.

Con d’Annunzio si è assistito a una dicotomia: mentre autori non italiani – Hemingway in primis – lo apprezzavano, la critica italiana lo ha snobbato. Chiosa Zanetti:

Ancora oggi, e me ne accorsi già allora, durante la prima visita al Vittoriale, questo ha generato una noncuranza da parte del grande pubblico italiano per uno dei suoi “cinque grandi delle lettere” (Dante, Petrarca, Boccaccio, Leopardi e d’Annunzio). Nonostante l’attuale successo del Vittoriale, per numero di visitatori e attività, persistono antichi pregiudizi per le opere e la vita del grande Poeta.

Foto | WikiCommons




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