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Posted 15 Novembre 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

8 libri per rovinarsi la vita

8 libri per rovinarsi la vita

Il paradosso di leggere libri per rovinarsi la vita

I libri, lo sappiamo, possono farci vivere diverse, allargare gli orizzonti, conoscere nuove realtà. I libri fanno sognare. Ma a volte possono anche essere uno strumento per rovinarsi la vita. Ci sono alcuni testi, cioè, scritti così bene che alla fine sono capaci di smontare le nostre idee idilliache su questo o quell’aspetto della vita. Questo vuol dire che si tratta di libri da non leggere? Certo che no! Sono libri da leggere, al pari di tutti gli altri, che contribuiranno a costruire il nostro personale sguardo sul mondo e sulla vita.

Come ogni elenco, anche questo sul paradosso di libri da leggere per rovinarsi la vita è soggettivo e magari qualcuno dei libri proposti per qualcuno potrebbe essere invece il testo che gli ha salvato la vita: è anche questo il bello della lettura.

Letture per rovinarsi la vita

  • Roberto Bolaño, Chiamate telefoniche: per distruggere le proprie ambizioni letterarie. Tutti conosciamo il Roberto Bolaño de I detective selvaggi che racconta “il viaggio infinito di uomini che furono giovani e disperati, ma non si annoiarono mai”, per citare Enrique Vila-Matas. Chiamate telefoniche è, invece, un libro di storie brutali su persone che hanno scommesso la propria vita sulla letteratura e hanno perso.
  • Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale rovinerà tutti i film di guerra che hai visto. È la storia di un gruppo di giovani convinti dai loro professori a unirsi all’esercito e combattere nella Prima Guerra Mondiale. Prima di iniziare a conoscere i personaggi e affezionarcisi, l’autore descrive dettagliatamente la morte di ognuno di loro. In trincea i giovani scoprono che la guerra non ha alcun senso, che non c’è dignità nella morte, che la Patria li ha abbandonati e, aggiungiamo noi, che tutti i film stile Rambo mentono.
  • Nick Hornby, Alta fedeltà: ti rovinerà la passione per la musica e le relazioni di coppia. Se c’è un romanzo che ha ben raccontato la fine di una storia d’amore è questo. La vicenda si snoda in maniera agile tra tonnellate di riferimenti alla cultura pop del secolo scorso e l’ossessione della voce narrante per la musica. In alcuni momenti il protagonista si domanda se tutta una vita passata ad ascoltare musica triste lo abbia fatto diventare un personaggio cinico e amareggiato. Ma se fosse proprio mettersi nei panni di questi personaggi a rovinarci la vita?
  • David Foster Wallace, Brevi interviste con uomini schifosi per perdere la fede nell’umanità. Il racconto che dà il titolo all’antologia è composto da varie interviste, sparse tra i racconti, in cui gli intervistati rivelano il lato più sordido di se stessi. David Foster Wallace era ossessionato dal mostrare la razza umana come una specie crudele e disprezzabile, a malapena controllata dal pudore e dalla vergogna.
  • Phillip K. Dick, Scorrete lacrime, disse il poliziotto: per rovinare la passione per la fantascienza. Una star della televisione si sveglia in una stanza d’albergo e scopre che nessuno lo ricorda più: né i suoi amici, né i suoi fan. Nessuno. È come se non fosse mai esistito. Tutta la letteratura di Phillip K. Dick si muove in un futuro pessimista, senza che la nostra specie abbia compiuto grandi passi in avanti, perfezionando solo droghe e tecnologia. Il futuro immaginato dallo scrittore funziona così bene che il resto della fantascienza sembra una caricatura.
  • Osvaldo Soriano, Quartieri d’inverno metterà una pietra sulla tua speranza nei cambiamenti sociali. Durante la dittatura militare in Argentina, un cantante e un pugile si conoscono. Entrambi sono stati chiamati per celebrare l’anniversario del luogo: il cantante per cantare le bontà della dittatura e il pugile per perdere contro il campione locale. Non ci sono eroi o atti grandiosi, ma solo una dimostrazione brutale del potere della dittatura.
  • Federico García Lorca, Poeta a New York ti farà temere la Grande Mela. Nel 1929, in piena crisi estetica ed esistenziale, Federico García Lorca va a New York, restandovi un anno. Durante la sua permanenza in città ci fu il crack economico del ’29 e questo probabilmente ha influito sulla sua visione della città. New York viene descritta come una città fredda e crudele, teatro di suicidi, popolata da gente isterica e gruppi di vario genere. Uno spettacolo terribile, senza alcuna grandezza.
  • Robert Musil, L’uomo senza qualità ti farà diventare un disadattato sociale. Ulrich è l’uomo senza qualità perché è proteso verso tutte le possibilità intellettuali e quindi inutilmente impegnato a dare un senso alla propria esistenza. Ex ufficiale, colto, viene eletto segretario di un comitato nato per organizzare le celebrazioni del giubileo di Francesco Giuseppe nel 1913. L’uomo senza qualità è un’opera incompleta, la cui lettura può risultare caotica e in grado di garantire un paio di settimane di depressione. Tuttavia merita comunque di essere letta.

Via | NyL
Foto | Pixabay




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.