0
Posted 17 Novembre 2015 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

I Malavoglia, di Giovanni Verga

Giovanni Verga, I Malavoglia

Una foto scattata da Verga, ritraente lavoratori siciliani, dai quali sono stati tratti i personaggi delle sue opere come I Malavoglia. La foto è del 1897 e immortala i coniugi Pisasale al servizio della famiglia Verga nella campagna di Tèbidi, territorio di Vizzini.

I Malavoglia è il titolo di un romanzo di Giovanni Verga (1840-1922), primo volume dell’incompiuto ciclo I vinti (furono scritti soltanto questo e il secondo volume Mastro don Gesualdo, che vide la luce nel 1889; il capitolo La duchessa di Leyra è stato lasciato a metà mentre gli altri due capitoli L’onorevole Scipioni e L’uomo di lusso non sono mai stati scritti). Il romanzo I Malavoglia venne pubblicato nel 1881 a Milano, dall’editore Treves.

Malavoglia è il soprannome di una povera famiglia di pescatori siciliani, tribolata da una serie di sventure (il naufragio della barca, la morte in mare del componente più valido, un grosso debito e via dicendo), che ne squassano i legami affettivi e la riducono in miseria, costringendoli, tra l’altro, a vendere la vecchia casa. Al centro della storia sono l’intensa religione del nucleo familiare e il senso di una vita stentata giorno per giorno, senza speranze di riscatto.

L’incipit del romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga è il seguente:

Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n’erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all’opposto di quel che sembrava dal nomignolo, come dev’essere. Veramente nel libro della parrocchia, si chiamavano Toscano, ma questo non voleva dir nulla, poiché da che il mondo era mondo, all’Ognina, a Trezza e ad Aci Castello, li avevano sempre conosciuti per Malavoglia, di padre in figlio, che avevano sempre avuto delle barche sull’acqua, e delle tegole al sole.

La tensione drammatica scaturisce dai modi apparentemente elementari del discorso, che accoglie in una sintassi dialettale abilmente articolata formule arcaiche e popolane, e dalla stessa tecnica narrativa che, escludendo qualsiasi partecipazione pietosa dello scrittore, affida alla voce dei personaggi la tessitura e il commento corale della vicenda.

I Malavoglia è da considerarsi il capolavoro della letteratura verista e, all’interno del sistema scolastico italiano, è una delle letture più diffuse e consigliate nei programmi di letteratura italiana.

Via | Dizionario della letteratura italiana, a cura di Ettore Bonora
Foto | Di Giovanni Verga (1840-1922) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.