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Posted domenica, 29 Novembre 2015 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Frasi sull’AIDS per la Giornata mondiale contro l’AIDS

World AIDS Day: frasi sull'AIDS

World AIDS Day: frasi sull’AIDS

La Giornata mondiale contro l’AIDSWorld AIDS Day in inglese – si celebra il 1 dicembre i ogni anno per esortare le persone a prendere coscienza sull’AIDS, che continua a essere presente nonostante se ne parli sempre meno. La Giornata mondiale contro l’AIDS è nata nel 1988 al Summit mondiale dei ministri della sanità sui programmi per la prevenzione dell’AIDS ed è stata poi adottata dai vari governi e associazioni di tutto il mondo.

Proponiamo una serie di frasi sull’AIDS per non abbassare la guardia: anni fa si era molto più vigili sulla questione, mentre oggi per molti – soprattutto i più giovani – sembra caduta nel dimenticatoio.

Frasi sull’AIDS

  • «Che cosa diresti a chi considera l’AIDS una punizione divina?» «Che Dio ha già punito lui infettandolo con un pensiero simile». (Aldo Busi)
  • Date ai bambini l’amore, le risate e le pace, non l’AIDS. (Nelson Mandela)
  • Desidero confermare che sono sieropositivo: ho l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento allo scopo di proteggere la privacy di quanti mi stanno intorno. Tuttavia, è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan di tutto il mondo conoscano la verità. Spero che tutti si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia. (Dal comunicato stampa con cui Freddie Mercury annunciò di essere sieropositivo – 23 novembre 1991)
  • È difficile rispondere qual è il momento più felice della mia vita. Molti pensano che fu quando individuai il virus Hiv. Non è così: quella scoperta aprì solo mille altre domande. La mia vera felicità sarebbe trovare una cura per l’AIDS o per il cancro. Ma ormai mi sono convinto che l’unica strada possibile è quella della prevenzione, con il nostro stile di vita. (Luc Montagnier)
  • È possibile un pianeta senza AIDS, ma per creare quel pianeta dobbiamo prima farla finita con le vestigia del vecchio pianeta dove i risultati positivi al virus HIV relegano un individuo nella sottoclasse della società umana. (Oche Otorkpa)
  • I leader che vivono con l’HIV dovrebbero essere incoraggiati, non costretti, a dare l’esempio e rivelare il loro stato di sieropositività. (Nelson Mandela)
  • Il mio messaggio agli uomini d’affari di questo paese quando vanno all’estero per lavoro è che esiste soprattutto una cosa che possono portare con loro per eliminare il rischio AIDS, ed è la moglie. (Edwina Currie)
  • L’AIDS ha provocato la paura di una malattia sessualmente contagiosa e altrettanto peccaminosa, dalla quale bisognava chiamarsi “fuori” mettendo “dentro”, nel sacco delle streghe o del diavolo, tutti quanti i “diversi”, minacciosi come alieni. (Giorgio Cosmacini)
  • L’AIDS non porta necessariamente alla morte, specialmente se si eliminano i co-fattori che supportano la malattia. È molto importante farlo presente a chi è malato. Penso che dovremmo dare a questi co-fattori lo stesso peso che diamo all’HIV. I fattori psicologici sono di vitale importanza per sostenere il sistema immunitario. E se si elimina questo sostegno, dicendo a chi è malato che è condannato a morire, basteranno queste parole a condannarlo. (Luc Montagnier)
  • L’epidemia di AIDS ha scoperchiato il marciume e rivelato tutta la vita che si contorceva sotto, poiché coinvolge, in una volta sola, i temi principali della nostra esistenza: sesso, morte, potere, denaro, amore, odio, malattia e panico. (Edmund White)
  • L’epidemia globale di HIV/AIDS è una crisi senza precedenti che richiede risposte senza precedenti. In particolare ci richiama alla solidarietà – tra sani e malati, tra ricchi e poveri, ma soprattutto tra nazioni ricche e nazioni povere. Abbiamo già trenta milioni di orfani. Quanti ne servono ancora per svegliarci? (Kofi Annan)
  • L’HIV e l’AIDS sono in crescita – ma lo è anche l’apatia del pubblico. Abbiamo già perso troppi amici e colleghi. (David Geffen)
  • La popolazione continua a pensare all’HIV come qualcosa che è venuto negli anni ’80 e se ne andato, e che colpisce solo la popolazione gay o consumatori di droghe per via endovenosa. (Annie Lennox)
  • La scienza ha finalmente chiarito quali e dove siano i rischi di infezioni, quanto essenziale sia il rilevamento del virus nel sangue delle persone a rischio prima che esploda l’AIDS, quando è relativamente facile bloccarne lo sviluppo, come fu nel celeberrimo caso del campione Magic Johnson, portatore di Hiv da ormai vent’anni senza sintomi. Ma il virus, come il panico, è un cane feroce tenuto alla catena, non un animale ammansito. (Vittorio Zucconi)
  • La vera storia è che non facevo del sesso sicuro. È solo questo. È semplice. (Magic Johnson, commentando le circostanze nelle quali contrasse il virus dell’HIV)
  • Le sfide che attendono l’HIV e l’AIDS sono sempre più complesse e mature, e noi non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia e dire: “Non può succedere a me. (Brande Roderick)
  • Noi non giudichiamo queste persone, non domandiamo loro che cosa è successo loro o in che modo si sono ammalati: ci limitiamo a vedere il loro bisogno, e a prenderci cura di loro. Penso che, attraverso l’AIDS, Dio ci stia dicendo qualcosa, dandoci un’opportunità per mostrare il nostro amore. Le persone affette da AIDS hanno risvegliato l’amore più tenero in altri che magari lo avevano relegato al di fuori della propria vita, dimenticandolo. (Madre Teresa di Calcutta)
  • Non importa se si lotta contro il cancro al seno o contro l’AIDS: basta tenere sveglia la coscienza della gente su questi temi. (Anastacia)
  • Purtroppo, oggi la bassa percezione del rischio di ammalarsi di AIDS è un problema mondiale, così come il fatto che moltissime persone siano inconsapevoli di essere infette, anche perché in alcuni casi il virus non mostra sintomi anche per molti anni. Purtroppo c’è una bassa percezione del rischio. Servirebbe un ruolo più attivo della scuola, ma anche dei mezzi di informazione, che hanno abbassato l’attenzione sull’AIDS, non raccontano più notizie e storie. Così cala il sipario. (Robert Gallo)

Foto | Sham Hardy




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.