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Posted 10 Dicembre 2015 by Roberto Russo in News culturali
 
 

Alla Fondazione Cavour i diari del Conte che si pensavano smarriti

Il conte Cavour

Il conte Cavour

La Fondazione Cavour, presieduta da Nerio Nesi, ha firmato un contratto con la libreria antiquaria di Torino Il Cartiglio di Roberto Cena per l’acquisto di documenti appartenenti a Camillo Benso, Conte di Cavour e che si pensava fossero andati smarriti. La firma è avvenuta nella Prefettura di Torino e gli oggetti sono venuti in possesso degli antiquari Cena grazie all’ultimo discendente di Federico Borani, segretario di casa Cavour. L’acquisto è stato reso possibile da una cordata di collezionisti e banche (tra cui la BNL).

Tra i cimeli acquistati troviamo un taccuino segreto del Conte (appunti del 1858-59 su cui lo statista fece quasi “dossieraggio” sulla Bela Rosin (nome con cui era conosciuta Rosa Vercellana), amante e poi moglie morganatica di Vittorio Emanuele II) , il diario della madre Adele de Sellon (scritto tra il 1800 e il 1803) e due paia di occhiali con la montatura ovale, che mostrano come il conte fosse fortemente miope e dall’analisi delle lenti si evince che aveva circa sette diottrie in meno.

Nerio Nesi, presidente della Fondazione, ha spiegato:

I cimeli troveranno nuova sede nell’archivio del complesso di Santena, che raccoglie settantamila documenti ed è stato classificato di interesse nazionale. Il diario personale di Cavour, che era stato dato per disperso, così come il taccuino potrà fornire nuovi spunti agli studiosi del Risorgimento, ma anche di Cavour.

Il materiale acquistato dalla Fondazione sarà esposto presso il Museo di Santena, dedicato al Conte, ma bisognerà attendere il 2017 per poterli vedere. Intanto i documenti acquistati potrebbero essere interessanti per gli studiosi del Rinascimento in generale e di Cavour in particolare. Inoltre potrebbe scaturirne anche una fiction: la sceneggiatrice e drammaturga specializzata in biografie dei grandi personaggi storici Elena Pugliese sta lavorando a un nuovo testo su Cavour, testo che potrebbe essere per il teatro o per una fiction televisiva.

Via | AskaNews
Foto | Léopold-Ernest Mayer, Pierre-Louis Pierson (Musée de l’Elysée, Rudolfinum) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.