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Posted sabato, 12 Dicembre 2015 by Natale Fioretto in Grammatica
 
 

Perbene o per bene?

Per bene o perbene?

Per bene o perbene? Qual è la forma corretta?

Di interrogativi Maria Elena Boschi, Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento nel Governo Renzi, recentemente ne ha sollevati molti, uno di natura squisitamente linguistico sul quale ci si può soffermare.

Pensando a una persona onesta, limpida, dobbiamo scrivere per bene o perbene? Il ministro ha così definito suo padre (il Corriere riporta in tal modo le parole di Maria Elena Boschi: ««Mio padre è una persona perbene, se sento un senso di colpa è verso di lui» – il riferimento è alla vicenda Salvabanche – e dobbiamo parlare di trascrizione dal momento che il ministro ha pronunciato le parole a voce, durante la presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa) e noi non abbiamo titolo per smentirla; riserviamoci un’analisi ravvicinata dell’aggettivo perbene.

Che sia un composto, è distintamente percepibile e proprio da questo viene spontaneo chiedersi se sia opportuno tener separate le sue parti costituenti per e bene o, al contrario, unirle. Generalmente, parlando di aggettivo: uomo/donna perbene, sarebbe opportuno propendere per la forma sintetica senza separare, dunque, la preposizione per dall’avverbio bene. Quando, al contrario, facciamo riferimento alla forma avverbiale potremmo scegliere la variante scrivi/leggi per bene o si dice anche per benino.

Due funzioni, due grafie. Non è così scontato, tuttavia, questa volta: le regole non sono così rigide perché ci è lasciata una grande libertà d’azione, vale a dire, siamo liberi di scegliere la forma che più ci aggrada tenendo presente, però, che la variante perbene tende a essere più usata rispetto a per bene, sia nella forma aggettivale che con senso avverbiale.




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.