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Posted 20 Dicembre 2015 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Proverbi e poesie d’inverno

Poesie d'inverno

Non solo proverbi e poesie d’inverno, ma anche arte con l’opera Inverno di Isaak Brodsky

Con il solstizio di dicembre inizia l’inverno, una delle quattro stagioni dell’anno, la più fredda e, forse, la più affascinante. Sebbene l’inverno sia spesso visto in contrapposizione all’estate, non si può negare la caratteristica vacanziera di questa stagione, dal momento che in essa cadono numerose ricorrenze, fra le più care: Natale, ultimo dell’anno e Capodanno, Epifania, Carnevale (con giovedì e martedì grasso, il mercoledì delle ceneri e la Quaresima) e la festa del papà.

Come hanno visto l’inverno i poeti? E cosa ci dice la saggezza popolare su questa stagione? Guardiamo alcune poesie d’inverno scritte da autori famosi e poi soffermiamoci su alcuni proverbi invernali.

Poesie d’inverno

Il nostro cammino tra le poesie d’inverno parte da lontano con il componimento Un inverno lontano, di autore anonimo del VIII-IX secolo:

Una storia per voi:
il cervo bramisce,
neve in inverno
l’estate è finita.
Il vento è gelato,
basso sta il sole,
breve il suo corso;
il mare in tempesta.
Si arrossa la felce,
perdute le forme;
l’oca selvatica
riprende il suo grido.
Il gelo ha stretto
le ali degli uccelli,
regno di ghiaccio.
Questa è la mia storia.

Ci avviciniamo ai nostri giorni con Oreste Ferrari (1890-1962) che scrive in Invernale:

Perché dobbiamo essere tristi?
Tutto non è perduto ancora!
Nella memoria ancor s’infiora
la stagion verde che ci ha visti

lieti nei prati che oggi sono
niveo sopore e indifferenza,
mentre dovunque la pazienza
dell’inverno è l’unico dono.

Sotto la neve il bulbo attende
il segno magico dell’anno.
Verrà il giorno! Rifioriranno
le più ineffabili leggende.

Sarà la nuvola rosata
del pesco apparso in cima al clivo,
il grido tenero e giulivo
della rondine alla nidiata.

Sarà il miracolo che fa
sorger dai bruchi le farfalle,
l’arcobaleno sulla valle,
o un viso: e la felicità.

Inverno è il titolo di una poesia di Attilio Bertolucci (1911-2000):

Inverno, gracili sogni
Sfioriscono sugli origlieri,
Giardini lontani fra nebbie
Nella pianura che sfuma
In mezzo alle luci dell’alba,
Voci come in un ricordo
D’infanzia, prigioniere del gelo,
S’allontanano verso la campagna;
Ninfe dagli occhi dolci e chiari
Fra gli alberi spogli, sotto il cielo grigio,
Cacciatori che attraversano un ruscello,
Mentre uno stormo d’uccelli s’alza a volo.

Là in fondo quella casa
Che ospitale appare
Coperta di bianco,
In un silenzio da fiaba.
E attraverso i vetri
Si vede la fiamma rossa
Nel caminetto vacillare.

I treni arrivano,
è domenica, è Natale?
Più non scende lieve
Sulla terra la neve.

Una poesia d’inverno particolare è quello della poetessa svizzera Erika Burkart (1922-2010) dal titolo La mattina quando comincia a nevicare (traduzione di Annarosa Zweifel Azzone):

Questa notte, dal sogno,
ho preso una stella.

Ma dove nasconderla
quando si sfalda il sonno
e l’uccello del mattino
con becco d’acciaio
m’incide il volto?

Basso è il cielo,
cade neve sui campi,
si disfano
nelle zolle i fiocchi
come i nostri pensieri
in disperse parole.

Il silenzio è l’assenza
di ogni rumore. Resta
il battito del cuore
che oscilla
su sigillate fonti.

Roberto Roversi (1923-2010) ha composto la poesia Sento la stagione:

Sento la stagione
cadere nei vicoli, annerire
con le bucce di arancia.

Non fui mai tanto solo
nella sera di un grigio, freddo
inverno.

Quando ero giovane e forte
non mi accorgevo
che l’inverno era sui tetti.

Di Francisco Brines (1932) è la poesia Giorni d’inverno nella casa estiva (traduzione di Francesco Luti):

Nella solitudine di questi giorni d’inverno
con gli alti fiori di aloe rossi
nel giardino, in casa non c’è nessuno
e io la abito.
Ci sono gli uccelli. E la luce del sud
nel giorno indeciso.
Viene la notte con gli occhi bendati
e cieca cade fuori dai muri
così fredda, così ampia.
Vivo nell’intimità della casa vuota,
e nelle stanze disabitate
posso sentire il suono attutito della vita,
toccare il tempo congelato,
gustare negli specchi un sapore dolce,
la noia di un’immagine senza gioventù.
E ci sono, però, il calore di una vita già indossata,
il segreto entusiasmo di essere stato.

Alcuni proverbi sull’inverno

Dell’inverno si occupano molto anche i proverbi (e alcuni sono davvero molto particolari).

  • A quattro cose non prestar fede: sole d’inverno, nuvole d’estate, amor di donna e discrezione di frate.
  • Alla Candelora [2 febbraio], dell’inverno siamo fora
  • Cattivo inverno fa cattiva estate
  • Chi imita la formica nell’estate, non va a chieder pane in prestito nell’inverno.
  • Chi mura d’inverno, mura in eterno
  • Chi vuol sapere cosa sia l’inferno, faccia il cuoco d’estate e il carrettier d’inverno
  • Il fresco dell’estate, fa dolere il capo nell’inverno
  • Il prudente compra d’estate la sua pelliccia per l’inverno
  • L’inverno dirada i poveri.
  • L’inverno non è passato finché non luccica la luna d’aprile.
  • L’inverno e l’inferno dei poveri
  • La tosse d’inverno vuol governo, ma la tosse d’estate portata al sagrato
  • Le galline sfetano d’inverno
  • Le paure e le sciagure, fanno sentir freddo d’ inverno.
  • Ogni giorno d’inverno che passa, è un nemico di meno.
  • Quando canta il botto, l’inverno è morto
  • Quando canta il merlo, siamo fuori dell’inverno
  • Quando le gemme fan cucù, l’inverno non c’è più
  • Se l’inverno è stato asciutto, l’estate c’è roba per tutti; se è stato bagnato, anche l’estate e cattiva
  • Se vuoi provare le pene d’inferno, l’inverno a Messina e l’estate a Palermo
  • Vecchio in amore, inverno in fiore

Approfondimento sulle frasi e le poesie d’inverno

Su GraphoMania ci sono vari approndimenti d’autore sulla stagione più fredda dell’anno. Prima di tutto vi segnaliamo una selezione di frasi e aforismi sull’inverno; poi ecco altre poesie:

Foto | И. Бродский [Public domain], via Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.