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Posted lunedì, 28 Dicembre 2015 by Natale Fioretto in Grammatica
 
 

Capodanno o Capo d’anno?

Capodanno o Capo d’anno

Capodanno o Capo d’anno: qual è la forma corretta?

Ci capita di vergare degli auguri o di digitarne, e puntualmente quando si approssima la coda dell’anno, si risveglia in dubbio: Capo d’anno o Capodanno?

Cominciamo con il dire che entrambe le forme sono accettabili, un po’ come succede con buon giorno e buongiorno: parole distinte che occorrono insieme e sono pronunciate come se fossero un’unica parola. Si può sperimentare il fenomeno soffermandoci sul modo in cui semplicemente pronunciamo l’espressione. A un esame più attento si noterà che tendiamo a enfatizzare un solo accento “capodAnno” e non “cApo d’Anno”: questo semplice fenomeno è alla base della formazione dei nomi composti ovvero quei nomi formati da due o più parole distinte.

In italiano ne abbiamo molti (pescecane, pomodoro, altopiano, cassaforte, lavastoviglie, fuggifuggi) e di nuovi se ne formano (euroscettico, eurodeputato, biomassa e così via). Se volessimo essere pignoli potremmo notare che pescecane nasce dall’unione di due nomi, da un aggettivo e un nome nasce altopiano, da un verbo più nome lavastoviglie, da due verbi fuggifuggi.

Una questione che possiamo risolvere velocemente è rappresentata dai plurali dei nomi composti: quale parte decliniamo? La prima? I pomidoro. La seconda? I pomodori. Scegliamo noi, qui la penna rossa può dormire sonni quieti. Il plurale di Capodanno non si usa, preferendo la perifrasi “le feste di capodanno” o “le tradizioni di capodanno”.

Ultima questione: Capodanno o capodanno? Con l’iniziale maiuscola o minuscola? È del tutto indifferente; considerato che è il nome proprio di una ricorrenza, lo si dovrebbe scrivere con la lettera maiuscola, ma recentemente si utilizza anche la iniziale minuscola.




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.