0
Posted martedì, 29 Dicembre 2015 by Roberto Russo in Poesia e dintorni
 
 

L’anno nuovo nelle poesie per bambini

L'anno nuovo nelle poesie per bambini

L’anno nuovo nelle poesie per bambini

L’arrivo del nuovo anno è un momento di festa e di gioia per tutti, grandi e piccini. Troviamo anche l’anno nuovo nelle poesie per bambini: non è certo come il Natale che abbonda di poesie per bambini, ma ci sono alcune filastrocche simpatiche. Una, per esempio, è quella che va sotto il titolo di Anno vecchio, anno nuovo ed è scritta da Arpalice Cuman Pertile (1876-1958):

L’anno vecchio se ne va,
e mai più ritornerà.
Io gli ho dato una valigia
di capricci e impertinenze,
di lezioni fatte male,
di bugie e disubbidienze,
e gli ho detto: «Porta via!
Questa è tutta roba mia».
Anno nuovo, avanti avanti,
ti fan festa tutti quanti.
Tu la gioia e la salute
porta a nonni e genitori,
ai parenti e agli amici.
Rendi lieti tutti i cuori!
D’esser buono ti prometto
anno nuovo benedetto.

Senza dubbio è a Gianni Rodari (1920-1980) che dobbiamo una celebrazione attenta dell’anno nuovo nelle poesie per bambini. Cosa si vuole dal nuovo anno? Ecco quello che scrive Rodari nella Filastrocca di Capodanno:

Filastrocca di Capodanno,
fammi gli auguri per tutto l’anno.
Voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera,
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso sempre fresco,
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo dammi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

Sappiamo, però, che non è dato di conoscere in anticipo quello che accadrà nel futuro, anche se ci si rivolge a un indovino, come spiega Gianni Rodari nella poesia L’anno nuovo:

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?

Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.

Ma cosa ci porterà in dono l’anno nuovo? Difficile a dirsi, però alcune certezze ci sono e Gianni Rodari le elenca nella poesia O anno nuovo:

O anno nuovo, che vieni a cambiare
il calendario sulla parete,
ci porti sorprese dolci o amare?
Vecchie pene o novità liete?

Dodici mesi vi ho portati,
nuovi di fabbrica, ancora imballati;
trecento e passa giorni ho qui,
per ogni domenica il suo lunedì;

controllate, per favore:
ogni giorno ha ventiquattr’ore.
Saranno tutte ore serene
se voi saprete usarle bene.

Vi porto la neve: sarà un bel gioco
se ognuno avrà la sua parte di fuoco.
Saranno una festa le quattro stagioni
se ognuno avrà la sua parte di doni.

Foto | Pixabay




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.