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Posted 14 Gennaio 2016 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

A 120 anni dalla nascita di John Dos Passos

John Dos Passos (1896-1970)

John Dos Passos (1896-1970)

Scorrendo le note biografiche di John Dos Passos (14 gennaio 1896 – 28 settembre 1970) ci imbattiamo (con un poco di sorpresa, lo ammettiamo) nella figura mossa e sfaccettata di uno scrittore che nella sua vita fu tante cose, seguì con passione e convincimento il cuore ed ebbe anche il coraggio di cambiare, quando la sua coscienza non poté dettargli altrimenti, radicalmente idea.

Un’evoluzione articolata che partendo dall’adesione al Comunismo negli anni ’20 e alla Guerra Civile in Spagna, dove John Dos Passos perse uno dei suoi amici più cari, lo portò poi a schierarsi anni dopo a favore di candidati repubblicani come Barry Goldwater e Richard Nixon. Prese di posizione che gli costarono anche care, inimicandogli, dagli anni ’40 in avanti, buona parte della critica d’oltreoceano.

Tuttavia il nostro interesse, come è giusto che sia, punta quasi esclusivamente sulla sua folta opera letteraria. Una serie di libri su cui ancora oggi posa saldamente e senza scalfitture la sua fama. Subito ci viene da citare (e non potrebbe essere diversamente) la celebre Trilogia U.S.A. Tre romanzi – Il 42º parallelo, 1919 e Un mucchio di quattrini – che si stagliano chiari e netti nella storia della letteratura non solo americana. Romanzi che, pur autonomi e indipendenti tra loro, devono essere letti come un corpo unico. Un’unica entità. Il pessimismo di fondo dello scrittore emerge qui con particolare forza e convinzione, dipingendo personaggi il cui idealismo inevitabilmente si smarrisce a poco a poco lungo la strada, stridendo tristemente tra un prima e un poi.

John Dos Passos, nonostante le sue opere successive non ottennero il successo della famosa trilogia o di Manhattan Transfer con il suo flusso di coscienza, continuò a scrivere fino alla fine dei suoi giorni, alternando la scrittura alla pittura. Altro mezzo espressivo in cui l’artista diede prova di un grande talento.

Se la libertà potesse sbrigarsi le cose da sola, sarebbe la democrazia.

Foto | Di sconosciuto [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).