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Posted 19 Gennaio 2016 by Roberto Russo in News culturali
 
 

Addio a Massimo Ottolenghi, antifascista, avvocato e scrittore

Massimo Ottolenghi

Massimo Ottolenghi (1915-2016)

Massimo Ottolenghi – antifascista, avvocato e scrittore – è morto nella sua casa di Torino. Aveva compiuto cento anni nel 2015 e per l’occasione l’amministrazione di Ala di Stura (Torino) gli aveva conferito la Cittadinanza onoraria per la “coraggiosa tenacia e abnegazione, nella creazione e nel coordinamento di una fitta rete di informatori e collaboratori intelligentemente mobilitati nell’aiuto ai membri della Comunità Israelitica, vittime della persecuzione razziale nazifascista”.

Chi è stato Massimo Ottolenghi

Massimo Ottolenghi era nato il 20 giugno 1915 a Torino. Aveva partecipato fin dall’inizio alla Resistenza, con il nome di battaglia “Bubi”, dirigendo anche il quotidiano torinese Giustizia e Libertà e militando nel Partito d’Azione con Ada Gobetti, Alessandro Galante Garrone e Giorgio Agosti.

Negli anni del dopo guerra è stato magistrato e avvocato civilista (ricordiamo qui che in qualità di avvocato della famiglia, ha partecipato alla liberazione di Carla Ovazza, madre di Alain Elkann, rapita nel 1974).

Si affaccia al mondo del libro nel 1990, quando aveva già 75 anni: per Gribaudo pubblica Il palazzo degli stemmi (1990) e La finestra di Kuhn (1994). Seguono Dal paese di Darvindunque (Elede 1997), Pendolo (2004) e Perle nere. Storia di una vita ritrovata (entrambi pubblicati da Araba Fenice), Per un pezzo di patria (Blu Edizioni 2009), Ribellarsi è giusto. Il monito di un novantacinquenne alle nuove generazioni (Chiarelettere 2011). In questo libro, Massimo Ottolenghi scrive, tra l’altro:

Nel dopoguerra, ci siamo dimenticati che non dovevamo solo ricostruire il Paese dalle macerie, ma anche gli uomini. Il mio auspicio è che il 25 aprile sia come il 14 luglio per i francesi. I primi vent’anni di questa ricorrenza sono stati costruttivi, poi distruttivi, con Craxi e soprattutto Berlusconi: attacchi continui alla Costituzione, alla magistratura e leggi ad personam. Non siamo ancora usciti da questo periodo regressivo, basta vedere il discutibile quadro di riforme costituzionali che vede impegnata l’attuale maggioranza di governo

L’ultimo suo libro – L’alveare della resistenza. La cospirazione clandestina delle toghe piemontesi, 1929-1945 – è uscito per Giuffrè nel 2015 ed è scritto in collaborazione con l’avvocato Alessandro Re.

Foto | screenshot da un video sul sito di Chiarelettere




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.