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Posted 21 Gennaio 2016 by Nymeria in Mondolibri
 
 

Intervista a Cecilia Randall, tra romanzi e racconti fantasy

Cecilia Randall

La scrittrice Cecilia Randall

GraphoMania ha avuto l’opportunità di poter intervistare la scrittrice Cecilia Randall grazie anche alla collaborazione della casa editrice Giunti. Fresca fresca di stampa con Hyperversum – Next (lettura che consiglio a tutti), Cecilia Randall è lo pseudonimo di Cecilia Randazzo, scrittrice italiana originaria di Modena e autrice di diversi romanzi fantasy e racconti. Laureata in Lingue e Letterature Straniere con master in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione, nel 2006 ha pubblicato il suo primo romanzo Hyperversum con il quale nel 2007 ha vinto il Premio Letterario Nazionale Insula Romana nella sezione “Narrativa edita ragazzi”. Sempre nel 2007 arriva il secondo romanzo della serie, Hyperversum – Il falco e il leone mentre nel 2009 pubblica il terzo volume, Hyperversum – Il cavaliere del tempo.

Si passa al 2009 con il racconto Angeli e uomini che trovate nell’antologia Sancturay e si arriva nel 2010 con il volume singolo Gens Arcana ambientato nella Firenze di Lorenzo de’ Medici. Nel 2013 Cecilia Randall dà alle stampe il romanzo Millennio di fuoco – Seija, seguito poi nel 2014 dal secondo e ultimo volume della saga, Millennio di fuoco – Raivo. E adesso nel 2016 l’avventura di Hyperversum continua grazie a Hyperversum – Next. Ma andiamo subito a leggere l’intervista a Cecilia Randall.

Quali sono le fonti di ispirazione che ti hanno condotta a creare il mondo di Hyperversum? E quanto ci si deve documentare per scrivere una serie di romanzi che hanno così tanti riferimenti storici?
Ho da sempre una grande passione per il medioevo e per gli eroi in armatura in genere, fin da quando, bambina, ho conosciuto le leggende di re Artù o Robin Hood. Questa passione e quella per i giochi di ruolo sviluppata durante gli anni dell’università sono state senz’altro le principali fonti di ispirazione per Hyperversum. Ho fatto studi classici e mi documentavo sul medioevo per puro divertimento molto prima che mi venisse l’idea di concretizzare questa mia passione in un romanzo, perciò per me è difficile quantificare il periodo della documentazione storica. Ognuno dei quattro romanzi ha richiesto sei mesi di lavoro per la prima stesura, durante i quali ho studiato e approfondito di volta in volta gli elementi peculiari che mi servivano per la trama di cui mi stavo occupando in quel momento (la battaglia di Bouvines, la rivolta dei baroni in Inghilterra, la crociata albigese, la vita alla corte di Filippo Augusto e di Luigi IX). Però, come dicevo, venivo da studi pregressi sul medioevo in generale, che mi fornivano già una discreta base di partenza.

Qual è il tuo personaggio preferito presente nella serie di Hyperversum, quello in cui ti identifichi di più? E qual è il tuo personaggio preferito negli altri tuoi romanzi?
Non mi identifico mai nei miei personaggi, perché mi piace vederli fare cose che io non avrò mai il coraggio o la capacità di fare. Quindi, i miei preferiti sono sempre molto diversi da me. Sono quelli più ardimentosi, forti e sicuri, come Marc in Hyperversum Next e Ian nella trilogia precedente. Subisco il fascino del “lato oscuro della Forza” e perciò Raivo è senz’altro il mio preferito nel dittico del Millennio di Fuoco, mentre Manente e Valiano se la giocano alla pari in Gens Arcana: il primo perché fa parte della categoria degli “ardimentosi un po’ oscuri” di cui parlavo prima e il secondo perché è ostinato quando si tratta di raggiungere un obiettivo e in questo, lui sì, un po’ mi somiglia.

Come fa una scrittrice a creare personaggi credibili, che non siano solo bidimensionali o una mera descrizione, ma che balzino fuori dalle pagine dei libri per diventare reali agli occhi dei lettori?
Questo è un grandissimo complimento, che mi onora. Non credo che ci sia una ricetta valida per tutti quando si tratta di scrivere, a me viene istintivo immaginare i miei personaggi in mille situazioni diverse, che non finiranno mai nelle pagine del romanzo. Ipotizzo le loro reazioni, mi chiedo perché agiscono in un modo piuttosto che in un altro, cos’è successo nel loro passato e dove andranno in futuro, oltre la conclusione del romanzo. Questo costante lavoro mentale mi rende chiaro ognuno di loro a trecentosessanta gradi. Me li immagino anche visivamente: i loro gesti, le loro espressioni, il portamento, l’abbigliamento. Un dettaglio anche minimo può suggerire una sfumatura della personalità e io cerco poi di inserirlo nelle scene effettive del romanzo. Aggiungo dettagli poco alla volta, di pagina in pagina. In un certo senso, disegno il personaggio con le parole, partendo dallo schizzo di base che poi viene rifinito con linee più pulite, dettagli e infine ombreggiature.

Ti sei ispirata a qualche persona realmente esistente per i protagonisti dei suoi romanzi?
Assolutamente no, non lo faccio mai. Per Raivo di Millennio di Fuoco ho preso spunto da alcuni grandi condottieri medievali, ma solo per quanto riguarda la strategia militare.

Quali sono i tuoi scrittori preferiti, quelli che vorresti incontrare, sia attuali che non?
Se avessi la macchina del tempo, vorrei tornare indietro di oltre un secolo e incontrare Emilio Salgari per dirgli quanto hanno significato per me i suoi romanzi. Mi hanno fatto sognare per anni e anche ora il fascino dei suoi eroi per me è rimasto intatto. Tra i moderni: Andrea Camilleri e Stephen King, perché sono due menti vulcaniche, che suscitano tutta la mia ammirazione.
Grazie per avermi ospitato su GraphoMania!

Grazie a te per la squisita disponibilità!




Nymeria

 
Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?