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Posted martedì, 26 gennaio 2016 by Roberto Russo in Premi letterari
 
 

Premio Bagutta 2016: vincono ex aequo Paolo Di Stefano e Paolo Maurensig

Premio Bagutta 2016

I libri vincitori del Premio Bagutta 2016

Sono stati annunciati i vincitori del Premio Bagutta 2016: si tratta di un ex aequo che va a Ogni altra vita di Paolo Di Stefano (in libreria per Il Saggiatore) e a Paolo Maurensig per Teoria delle ombre (pubblicato da Adelphi). La giuria, presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti, ha assegnato anche il Premio Bagutta 2016 Opera Prima a Nadia Terranova per il suo romanzo Gli anni al contrario (per i tipi di Einaudi). Come da tradizione, la premiazione avverrà domenica 31 gennaio presso il Ristorante Bagutta di Milano, culla del Premio.

La Giuria del Premio – composta da Rosellina Archinto, Silvia Ballestra, Eva Cantarella, Pietro Cheli, Elio Franzini, Umberto Galimberti, Piero Gelli, Andrea Kerbaker, Ranieri Polese, Elena Pontiggia, Enzo Restagno, Mario Santagostini, Valeria Vantaggi e Orio Vergani – spiega il perché dell’assegnazione a Di Stefano e Maurensig: «Nei due libri le vicende personali sono l’escamotage per parlare del mondo e delle sue vicende: la grande storia attraverso le piccole, come nella migliore tradizione narrativa».

Paolo Di Stefano «per la sua “storia di italiani non illustri” si è ispirato ad alcuni manoscritti conservati nell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano» mentre Paolo Maurensig ha rievocato « Alexandre Alekhine, controverso campione del mondo di scacchi».

Sempre la Giuria si sofferma sulle differenze stilistiche dei testi vincitori: «Abbastanza differente il ritmo: più diretto, con ampio uso delle citazioni quello di Paolo Di Stefano […] più lenta, letteraria, la prosa di Maurensig, col ritmo meditato delle partite di scacchi. E tuttavia, pur in questa diversità, entrambi i libri mostrano uno stile molto sorvegliato, che non indulge mai all’eccesso, alla parola di troppo che renderebbe l’insieme ridondante».

Le sinossi dei libri vincitori del Premio Bagutta 2016

La sinossi del libro Ogni altra vita. Storia di italiani non illustri di Paolo Di Stefano è la seguente: «C’è chi vende uova dopo la guerra e chi usa la stoffa dei paracadute per cucire gonne. Chi fugge dall’Italia per fare fortuna all’estero e chi se ne va per scampare a un padrino violento. Ci sono donne che si buttano con l’elastico dai ponti e ragazzi che cadono da una finestra per non rialzarsi più. Partigiani e sarte, minatori e cameriere, maestri di scuola. Madri, padri, figli, figlie. E poi c’è uno scrittore, Paolo Di Stefano, che legge i diari o ascolta le parole di questi italiani non illustri – forse assurti agli onori o ai disonori della cronaca per lo spazio breve di un’indignazione, ma poi subito dimenticati – e restituisce loro la voce che avevano smarrito, o di cui erano stati privati. Dalla Sicilia arcaica e petrosa delle guerre mondiali alla Milano grigia ma bella di oggi, Di Stefano racconta di innamoramenti e matrimoni, di bombe che cadono dal cielo e di battaglie che si combattono in famiglia; di litigi, incomprensioni, rotture; di piccole rivincite e grandi rivoluzioni del costume. Il ventennio fascista, gli anni sessanta e settanta delle proteste studentesche, e poi i decenni a noi più vicini, quelli in cui la Storia si fa storia, cronaca o memoria commossa di chi c’era e ricorda chi invece non c’è più».

Passiamo a Teoria delle ombre di Paolo Maurensig: «La mattina del 24 marzo 1946 Alexandre Alekhine, detentore del titolo di campione del mondo di scacchi, venne trovato privo di vita nella sua stanza d’albergo, a Estoril. L’esame autoptico certificò che il decesso era avvenuto per asfissia, e che questa era stata provocata da un pezzo di carne conficcatosi nella laringe – escludendo qualsiasi altra ipotesi. La stampa portoghese pubblicò la versione ufficiale, e il caso fu rapidamente archiviato. Da allora, però, sulle cause di quella morte si sono moltiplicati sospetti e illazioni. Qualcuno ha insinuato che le foto del cadavere facevano pensare a una messinscena; qualcun altro si è chiesto come mai Alekhine stesse cenando nella sua stanza indossando un pesante cappotto – senza contare che il defunto aveva un passato di collaborazionista, e che i sovietici lo giudicavano un traditore della patria… Con il fiuto e il passo del narratore di razza, e con la sua profonda conoscenza del mondo degli scacchi (“lo sport più violento che esista”, ha detto uno che se ne intendeva, Garri Kasparov), Paolo Maurensig indaga sulla morte di Alekhine cercando di scoprire, come dice Kundera citando Hermann Broch, “ciò che solo il romanzo può scoprire”».

Per quel che riguarda il Premio Bagutta 2016 Opera Prima la sinossi de Gli anni al contrario di Nadia Terranova così recita: «Messina, 1977. Aurora, figlia del fascistissimo Silini, ha sin da piccola l’abitudine di rifugiarsi in bagno a studiare, per prendere tutti nove immaginando di emanciparsi dalla sua famiglia, che le sta stretta. Giovanni è sempre stato lo scavezzacollo dei Santatorre, ce l’ha con il padre e il suo “comunismo che odora di sconfitta”, e vuole fare la rivoluzione. I due si incontrano all’università, e pochi mesi dopo aspettano già una bambina. La vita insieme però si rivela diversa da come l’avevano fantasticata. Perché la frustrazione e la paura del fallimento possono offendere anche il legame più appassionato. Perché persino l’amore più forte può essere tradito dalla Storia».

Foto | By Pavel Gromov (Pagan) (Own work) [GFDL or CC BY 3.0], via Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.