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Posted 29 Gennaio 2016 by Roberto Russo in Premi letterari
 
 

Romain Rolland a 150 anni dalla nascita

Romain Rolland

Romain Rolland (1866-1944)

Secondo il Mahatma Gandhi, Romain Rolland è stato “l’uomo più sincero e onesto in Europa dopo Tolstoj” e questo riconoscimento, con altre parole, lo ritroviamo anche nella motivazione dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura nel 1915. Romain Rolland, infatti, si aggiudicò quel riconoscimento come «un tributo all’elevato idealismo della sua produzione letteraria, alla comprensione ed all’amore per la verità con le quali ha descritto i diversi tipi di esistenza umana».

La vita e le opere di Romain Rolland

Romain Rolland nacque a Clamecy (nel dipartimento della Nièvre nella regione della Borgogna) il 29 gennaio 1866 e lasciò questo mondo settantotto anni dopo, il 30 dicembre 1944, nel piccolo borgo di Vézelay, nel dipartimento della Yonne, sempre in Borgogna. Jean-Christophe è la sua opera più nota, un romanzo ciclico pubblicato tra il 1904 e il 1912 in cui realizza un affresco dell’Europa tra Otto e Novecento, intrecciando motivi autobiografici a passi della vita di Beethoven: racconta le vicende di un giovane musicista che lotta contro una tradizione soffocante. Quella per la musica fu una vera passione per Romain Rolland, tanto che insegnò storia della musica alla Sorbona. Amante dell’arte – insegnò storia dell’arte alla Scuola normale di Parigi – fondò nel 1901 la Revue d’histoire et critique musicale. Studioso molto profondo, pubblicò saggi sulla musica e sul teatro (fu anche autore di testi teatrali).

Pacifista convinto, allo scoppio della Prima guerra mondiale si rifugiò in Svizzera da dove si fece portavoce di appelli ai belligeranti perché si adoperassero per cercare la pace. Antifascista e vicino al Partito comunista prese attivamente parte a varie manifestazioni antifasciste quando Hitler prese il potere; tra le altre cose lanciò un appello per la liberazione di Antonio Gramsci e nel 1935 diede vita a un Comitato internazionale di aiuto ai prigionieri e ai deportati antifascisti italiani.

Se Gandhi, come scrivevamo all’inizio, ammirava Romain Rolland anche questi aveva un’altissima considerazione del Mahatma: «Intorno a lui c’è una semplicità quasi simile a quella di un bambino. I suoi modi sono gentili e cortesi anche quando tratta con gli avversari, ed è di una sincerità incontaminata. È modesto e senza pretese, al punto che qualche volta può sembrare quasi timido, esitante quando asserisce qualcosa, tuttavia sentite il suo spirito indomabile. Non cerca scuse se deve ammettere di aver sbagliato».

Foto | Agence de presse Meurisse‏ [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.