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Posted giovedì, 11 Febbraio 2016 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Frasi sulla malattia in occasione della Giornata del Malato

Frasi sulla malattia per la Giornata del malato

Frasi sulla malattia per la Giornata del malato

La Giornata del Malato è un’iniziativa della Chiesa Cattolica. La Giornata è stata fondata da papa Giovanni Paolo II con lo «scopo manifesto di sensibilizzare il Popolo di Dio e, di conseguenza, le molteplici istituzioni sanitarie cattoliche e la stessa società civile, alla necessità di assicurare la migliore assistenza agli infermi; di aiutare chi è ammalato a valorizzare, sul piano umano e soprattutto su quello soprannaturale, la sofferenza; a coinvolgere in maniera particolare le diocesi, le comunità cristiane, le Famiglie religiose nella pastorale sanitaria; a favorire l’impegno sempre più prezioso del volontariato; a richiamare l’importanza della formazione spirituale e morale degli operatori sanitari e, infine, a far meglio comprendere l’importanza dell’assistenza religiosa agli infermi da parte dei sacerdoti diocesani e regolari, nonché di quanti vivono ed operano accanto a chi soffre».

La Giornata del Malato è l’occasione per riflettere sulla malattia e noi lo facciamo con alcune frasi d’autore e una poesia.

Frasi sulla malattia

  • Come la malattia allarga la dimensione dell’uomo! (Ch. Lamb)
  • È la malattia che rende piacevole e buona la salute, la fame, la sazietà, la stanchezza, il riposto (Eraclito)
  • Fa bene qualche volta essere malato (H. D. Thoreau)
  • In genere, nove decimi della nostra felicità si basano esclusivamente sulla salute. Con questa ogni cosa diventa fonte di godimento (A. Schopenhauer)
  • In quante poche case degli amici scegliere di stare un uomo quando è ammalato! (S. Johnson)
  • L’uomo deve curar poco la vita, ma moltissimo la salute (J. De Witt)
  • La guarigione è legata al tempo e a volte anche alle circostanze (Ippocrate)
  • La malattia è il prezzo che l’anima paga per occupare il corpo, come un affittuario paga una pigione per l’appartamento che abita (Shri Ramakrishna)
  • La malattia va affrontata sul nascere (Persio)
  • La medicina crea persone malate, la matematica persone tristi e la teologia peccatori (Martin Lutero)
  • La morte è l’ultimo medico delle malattie (Sofocle)
  • La tristezza produce anche le malattie (Sofocle)
  • La vecchiaia è di per se stessa una malattia (Terenzio)
  • Le grandi malattie dell’anima come quelle del corpo rinnovellano l’uomo; e le convalescenze spirituali non sono meno soavi e meno miracolose di quelle fisiche (Gabriele D’Annunzio)
  • Le persone sane sono dei malati che non sanno di esserlo (J. Romains)
  • Non si comprende la malattia se non si coglie la sua singola affinità con la guerra e con l’amore, se non si riconoscono i compromessi, le finte, le necessità assolute, mescolati nel bizzarro e irripetibile amalgama di un temperamento e di un male (M. Yourcenar)
  • Per il corpo ammalato occorre il medico, per l’anima l’amico: la parola affettuosa sa curare il dolore (Menandro)
  • Quasi tutti i dottori hanno la loro malattia favorita (H. Fielding)
  • Questo bisogna chiedere nelle preghiere: una mente sana in un corpo sano (Giovenale)

Giornata del malato: una poesia

La fontana malata è una poesia di Aldo Palazzeschi che è perfetta per l’occasione:

Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch……
È giù,
nel cortile,
la povera
fontana
malata;
che spasimo!
sentirla
tossire.
Tossisce,
tossisce,
un poco
si tace….
di nuovo.
tossisce.
Mia povera
fontana,
il male
che hai
il cuore
mi preme.
Si tace,
non getta
più nulla.
Si tace,
non s’ode
rumore
di sorta
che forse…
che forse
sia morta?
Orrore
Ah! no.
Rieccola,
ancora
tossisce,
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch….
La tisi
l’uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
tossire
mi fa
morire,
un poco
va bene,
ma tanto….
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria!
Andate,
correte,
chiudete
la fonte,
mi uccide
quel suo
eterno tossire!
Andate,
mettete
qualcosa
per farla
finire,
magari…
magari
morire.
Madonna!
Gesù!
Non più!
Non più.
Mia povera
fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch…

Foto | Pelegrín Clavé y Roqué [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.