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Posted mercoledì, 17 Febbraio 2016 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Festa del gatto: come nasce e perché si celebra il 17 febbraio

Festa del gatto

17 febbraio: festa del gatto

Il 17 febbraio si celebra, in Italia, la festa del gatto. Un pensiero felice a tutti i gatti, quindi, e a anche a tutte le gattare e i gattari d’Italia e del mondo. La giornata odierna è conosciuta anche come Giornata del gatto o Giornata mondiale del gatto (anche se non è affatto vero che sia una celebrazione riconosciuta in tutto il mondo).

Le origini di questa festa risalgono al 1990. In quell’anno, infatti, la giornalista Claudia Angeletti lanciò un sondaggio sulla rivista Tuttogatto per scegliere la data della festa del gatto. Tra le varie proposte giunte in redazione fu scelta quella di Oriella Del Col, che era così spiegava perché celebrare la festa del gatto il 17 febbraio:

  • dal punto di vista zodiacale siamo sotto il segno dell’Acquario, vale a dire il mese degli spiriti liberi e anticonformisti;
  • secondo la saggezza popolare febbraio è il “mese dei gatti e delle streghe”;
  • il 17 ha vari significati, molti di quali si adattano perfettamente ai mici: in passato si riteneva che il gatto portasse sfortuna, proprio come è sfortunato il numero 17; inoltre il numero 17 è composto da 1 e 7 che può essere letto come “una vita per sette volte” con il riferimento alle molteplici vite del gatto.

La festa del gatto vuole, dunque, celebrare il gatto – tutti i gatti – che, sebbene oggi siano diventati i padroni incontrastati della Rete (non lo erano certo quando nacque la festa nel 1990), nella realtà sono ancora vittime di luoghi comuni e leggende metropolitane che ne mettono a rischio la vita.

Approfondimenti sulla festa del gatto

Per approfondire la festa del gatto, riportiamo alcuni link ad articoli sul tema che trovate su GraphoMania:

Foto | Pixabay




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.