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Posted 20 Febbraio 2016 by Natale Fioretto in Mondolibri
 
 

L’Italia senza Eco

Umberto Eco

Ricordando Umberto Eco

È stato definito l’uomo che sa tutto. Che sapeva. Umberto Eco aveva uno sguardo nitido, netto sulle cose e una capacità di rendere visibili e comprensibili le più recondite pieghe dell’anima umana. A lui si deve il merito di aver trasformato la cultura italiana di massa offrendole opere di altissimo livello eppure non appannaggio esclusivo di menti erudite.

Se il maestro Alberto Manzi ha permesso a molti italiani di raggiungere una preparazione elementare, Umberto Eco ha avuto il merito di aver traghettato il Paese in una terra di grande respiro, di propositi e illusioni, non ultimo con il progetto editoriale La Nave di Teseo definito una “follia”, che consideriamo titolo di merito in un’Italia che si immiserisce sempre di più e che è sempre più preda di menti mediocri.

Aveva fama di essere spassoso, Umberto Eco, e al tempo stesso saccente, sapendo intervenire con cognizione di causa su ogni argomento, non un tuttologo, ma un erudito che è stato in grado di dare lustro alla cultura del nostro Paese.

Ricordandolo, non vogliamo riportare il necrologio autografo, che ha il sapore di un arguto divertissement, peraltro magnifico esempio di cosa significhi guardare la vita e il mondo da un punto di vista che non è mai avulso, ma sempre connesso alla condizione umana, ma rammentare un passo de Il pendolo di Foucault che interpreta magistralmente i tempi in cui viviamo:

Ora penso invece che il mondo sia un enigma benigno, che la nostra follia rende terribile perché pretende di interpretarlo secondo la propria verità.

Foto | screenshot da YouTube




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.