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Posted martedì, 23 Febbraio 2016 by Roberto Russo in Recensioni
 
 

aNobii app: le nostre impressioni

aNobii app: le nostre impressioni

aNobii app: le nostre impressioni

aNobii, social network dedicato ai libri fondato a Hong Kong nel 2006 e rilevato da Mondadori nel 2014, ha lanciato la propria app, disponibile su Apple Store e Android. L’idea dell’aNobii app, come spiega Edoardo Brugnatelli, direttore editoriale di aNobii, è quella di «allargare il numero di iscritti, conquistando i giovani. Non è vero che a leggere sono i più anziani, si pensi solo al successo della narrativa young adult».

L’aNobii app è gratuita e si scarica velocemente. Una volta scaricata si inseriscono le proprie credenziali, le stesse che si usano per accedere sul sito di aNobii, e, in pratica, ci si ritrova a navigare tra le pagine del social network via app. Si può accedere anche con il proprio account Facebook.

Come spiegato sul blog del social network della lettura, con la aNobii app si possono seguire tutte le attività della community in tempo reale; cercare libri nell’intero database di aNobii, cercare libri nella propria libreria; scrivere e modificare le proprie recensioni e i propri commenti; inviare e ricevere messaggi privati; valutare i libri del proprio scaffale con il voto in stelline e compilare una wishlist con i libri che si desiderano leggere. Tutto quello che si fa sull’app viene poi sincronizzato sul sito. Si sta lavorando anche a un «raccomandatore»: in base ai propri gusti e alla propria attività online, un algoritmo suggerirà il prossimo libro da leggere. Probabilmente lo scrittore Massimo Bontempelli (1878-1960) non sarebbe d’accordo con quest’ultima funzione, visto che ebbe a dire: «Le letture non si consigliano, se non ai principianti del leggere. Ognuno deve trovare le proprie letture con l’istinto, che nel lettore abituato diventa quasi sempre infallibile».

Alcune caratteristiche dell’aNobii app

Ma torniamo all’aNobii app. L’abbiamo scaricata e provata. Come dicevamo, funziona come se si stesse navigando sul sito e al momento non ci sono grandi differenze.

Trovo utile la possibilità di scansionare il codice a barre – ISBN – del libro in modo che l’app lo cerchi nel database e lo aggiunga, se si vuole, alla propria libreria. Ma qui c’è il solito problema di aNobii: di libri ce ne sono senza dubbio tanti nel suo database (58 milioni, stando ai dati), ma aggiungere un nuovo titolo non è certo una passeggiata. Ho provato ad aggiungere un nuovo titolo e la risposta ottenuta è stata: «Libro non trovato. Non è stata trovata alcuna corrispondenza con il codice che hai scansionato». Si spera che in futuro ci sia un collegamento tra aNobii e il database di ISBN in modo che possa essere un servizio utile. Certo, si può aggiungere il libro a mano, ma non è possibile farlo da app: quindi si deve accedere al sito e chiunque abbia provato a inserire un nuovo libro nel database di aNobii sa che non è facile, sia per il form che è alquanto astruso (come minimo occorrerebbe ottimizzare i campi “nome” e “cognome” degli autori dei libri, visto che ora sono un solo campo e c’è chi scrive prima uno e poi l’altro, anche se le indicazioni sono chiare; poi sistemare le categorie dei libri e infine dare un ordine logico al menù a tendina per la lingua dei libri, che come è ora una caccia al tesoro).

In fin dei conti l’app di aNobii è un primo tentativo, al momento, di smuovere un po’ le stantie acque di quel social network, però molte cose devono essere migliorate, se effettivamente si vogliono conquistare i giovani e nella speranza che il “raccomandatore” di prossima attivazione sia il quanto più obiettivo possibile e non inserisca, ogni due per tre, un consiglio di libri Mondadori & Co.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.