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Posted lunedì, 29 Febbraio 2016 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Il doodle di Google per l’anno bisestile 2016

Anno bisestile 2016: il doodle di Google

Anno bisestile 2016: il doodle di Google

Il 2016 è un anno bisestile, vale a dire che ha 366 giorni invece che 365. Il giorno in più, come è noto, è il 29 febbraio. A questo giorno è dedicato il doodle di Google, un simpatico doodle animato disponibile praticamente in tutto il mondo.

Nel doodle vediamo due coniglietti che dormono tranquilli: su quello di sinistra c’è la scritta 28 e su quello di destra il numero uno. All’improvviso salta fuori un terzo coniglietto che reca scritto 29 e con un salto si piazza tra il 28 e il 29 e poi, facendosi largo, si sistema a dovere.

Il doodle di Google per l’anno bisestile 2016 è stato disegnato da Olivia Huynh e in origine prevedeva una ranocchia che saltellava su una foglia posta sull’acqua tra i numeri 28 e 1, ma poi hanno vinto i coniglietti. Nelle pagine interne di Google troviamo solo il coniglietto saltante, senza la scritta 29, che va a posizionarsi al posto della seconda “o” di Google. Ricordiamo che in inglese si parla di Leap Day, cioè Giorno del salto o Giorno aggiuntivo, per cui il coniglio che salta (come anche la rana) rendono benissimo l’idea.

L’anno bisestile 2016 e gli altri anni bisestili

Come si sa, è bisestile un anno ogni quattro, eccezion fatta per gli anni secolari che non siano divisibili per quattrocento. Questo giorno in più è inserito per motivi di calcoli astronomici e alla durata dell’anno solare (cioè del tempo che la Terra impiega per fare un giro completo intorno al sole): l’anno solare dura 365 giorni e sei ore e pertanto ogni quattro anni ci si trova con un giorno in più (6×4=24). Le cose sono un po’ più complicate perché i dati non sono così precisi e quindi ogni tanto capita di dover togliere qualche anno bisestile per recuperare (ogni quattrocento anni ce ne sono tre bisestili in meno).

Il termine bisestile deriva dal latino tardo bisextus, che vuol dire “due volte sesto”: i romani, infatti, negli anni bisestili contavano due volte il sesto giorno delle calende di marzo, cioè il 24 febbraio: c’era, in pratica, un giorno che durava quarantotto ore. Poi nel corso del tempo le cose si sono semplificate e si è aggiunto il 29 febbraio per indicare quel giorno in più.

C’è la leggenda che gli anni bisestili siano funesti, ma si tratta solo di leggende, legate a tradizioni che riguardano il culto dei morti e alle varie superstizioni che vedono nella diversità sempre qualcosa di male (e questo è valido per tutto, mica solo per gli anni, purtroppo).

Ovviamente, per noi che siamo amanti dei libri e della lettura, l’anno bisestile è un bene: abbiamo, infatti, un giorno in più per leggere!




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.