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Posted venerdì, 4 Marzo 2016 by Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Un libro per la festa della donna

Un libro per la festa della donna

Un libro per la festa della donna: The Danish Girl

Di solito per l’otto marzo, festa della donna, mi lancio in riflessioni storico-filosofiche e mi profondo in elenchi di libri da leggere. Solitamente si tratta di romanzi o saggi scritti da donne o che raccontano le donne. Quest’anno, per variare, vi faccio tutt’altro genere di proposta. Penserete che non c’entra nulla, ma io vi consiglio lo stesso di leggere, per riflettere sui diritti delle donne, il volume The Danish Girl.

Ne avete sicuramente sentito parlare visto lo scalpore che sta suscitando, in positivo, l’omonimo film con protagonista una recentissima Premio Oscar Alicia Vikander e uno strepitoso Eddie Redmayne (lo avete incontrato in La teoria del tutto, in cui interpretava il fisico Stephen Hawking). Passiamo alla storia, vera, raccontata nel libro.

Einer insegna arte e dipinge, con successo, i paesaggi danesi intorno a Copenhagen. È un giovane uomo timido, dal viso tondo, spalle strette, bocca piccola e grandi occhi. Quando incontra Greta, con i suoi capelli biondi lunghissimi e il suo carattere solare e “americano”, ne viene travolto. I due si sposano e cominciano una felice vita da artisti. Finché un giorno, per sopperire all’ assenza della donna che sta ritraendo, Greta chiede a Einer di mettersi calze e scarpe da donna e poi un abito.

Qui comincia la storia di Lili, che pretende che la sua voce venga ascoltata, che si mette tra Greta e Einer, rendendo la prima gelosa e timorosa per il proprio matrimonio, ma contemporaneamente talmente affascinata da ritrarre questa giovane donna più e più volte, condividendo con lei il successo dei suoi dipinti.

Lili/Einer è la storia, raccontata dallo scrittore David Ebeshoff, di una donna transessuale che dovrà trovare il coraggio di venire al mondo in anni, quelli del primo novecento, in cui ancora l’esistenza di persone come lei non è contemplata. Il suo percorso di nascita e di crescita ha un debito profondo nei confronti della moglie di Einer e sconvolge non solo la vita del quieto pittore e di sua moglie, ma mette anche in crisi la loro storia come coppia e la definizione che entrambi davano dell’amore.

E poi pensò a Lili: l’osso che sporgeva grazioso in cima alla sua spina dorsale, il modo delicato in cui teneva le mani, come se fosse sul punto di appoggiarle sulla tastiera di un pianoforte; la voce leggera come la brezza che si sollevava sui petali dei papaveri islandesi che riempivano le aiuole di Pasadena in inverno; le caviglie bianche incrociate e ferme.

Se pensiamo a quanto detto da Simone De Beauvoir:

Donna non si nasce: si diventa.

mi sembra chiaro che la difficoltà del comprendere la propria identità fino in fondo non riguarda soltanto le donne transessuali (che ancora oggi lottano per avere dignità e diritti), ma anche tutte noi donne. Intrappolate tra stereotipi, ruoli che ci rendono ben accette e ruoli all’interno dei quali non possiamo riconoscerci perché gli altri non ci riconoscono, ci ritroviamo qui, nel 2016, un tempo considerato futuro e moderno, a dover ancora combattere, con noi stesse, a volte con le nostre famiglie, i mariti, a volte con i datori di lavoro, perché il nostro status di esseri umani che si autodeterminano venga non riconosciuto con condiscenzenza, ma non ostacolato in quanto diritto fondamentale.

Quindi, in questi giorni, leggendo la vera storia di Lili Elbe e del suo coraggio e di chi la sostenne nel suo percorso, volgiamo uno sguardo positivo a noi stesse e alle donne che ancora combattono per vivere e per essere “viste”, “riconosciute” nella loro identità. Ovunque si trovino.

Foto | WikiCommons




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.