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Posted giovedì, 24 Marzo 2016 by Natale Fioretto in Premi letterari
 
 

Grazie, maestro! Auguri a Dario Fo per i suoi 90 anni

Dario Fo

90 anni di Dario Fo

Di un attore si notano molti particolari: dalla presenza scenica, alla mimica, alla capacità di far rivivere dei personaggi sul palcoscenico, ma ciò che mi ha sempre ipnotizzato, e la scelta del verbo non è casuale, in Dario Fo è la sua voce. Alta, bassa, forte, sonora, piena, flebile. Una voce da Fo. Ovviamente inimitabile, potentissima e duttile capace di toccare note altissime e scuotere la parte bassa e bassissima del pentagramma (a tal riguardo si riveda il monologo di Bonifacio VIII).

Sono un insegnante, poco rilevante, e so cosa significhi saper catturare l’attenzione degli studenti rendendoli parte attiva di un dialogo che ha proprio nel mezzo vocale una delle componenti principali. Il grammelot di Fo, per me linguista appassionato, è stato motivo di riflessioni approfondite: serie, semiserie, leggere. La particolare tecnica recitativa unisce alla capacità immaginifica della voce, controllata come la spoletta di un telaio che vola e costruisce ricami, una recitazione incisiva che proprio il mezzo vocale rende efficace e comprensibile ben oltre la comunicazione lineare.

Lo Zanni, per fare un esempio, nei suoi spasimi dovuti alla fame, con la sua voce ora stridula ora grave dice molto di più e costruisce molto di più che non un semplice tavolo da cucina ingombro di masserizie immaginarie.

La voce ha reso inconfondibile Dario Fo e gli ha permesso di raggiungere vette incredibili di espressività garantendogli, e non è sempre facile, l’attenzione costante e partecipativa delle platee teatrali e non. Non dimenticherò facilmente il “Ciaooo!” lanciato alla fine del commiato pubblico a Franca Rame con cui ha condiviso la vita personale e artistica. In quel grido c’era amore, profondo, disperazione, non celata – inutile velare tanta evidenza-, e una gioia che potremmo avvicinare all’incanto di un bambino che vede volare verso il cielo il palloncino che ancora pochi secondi prima, teneva saldamente per il filo.

Mi sono trovato molte volte a ripercorrere in classe gli stessi sentieri espressivi di Dario Fo per rendere il mio pensiero fruibile velocemente e per fissarlo e ogni volta non ho potuto non provare un sentimento di profonda riverenza e gratitudine. Anche questo è teatro, creazione.

Grazie, “maestro”!

Foto | Facebook




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.