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Posted martedì, 5 aprile 2016 by Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Fabio Mazza, tra fotografia e scrittura

Il fotografo Fabio Mazza

Il fotografo Fabio Mazza

È davvero così diversa, la fotografia, rispetto alla scrittura? Ovvero, al di là di differenze tecniche e di strumenti utilizzati, il senso di entrambe queste arti, in fondo, trova un punto d’incontro e di somiglianza nella capacità che viene richiesta all’autore di “mostrare”; di conseguenza, dote essenziale di fotografi e scrittori è principalmente quella di saper “vedere”.

Una fotografia, non necessariamente racconta le cose con assoluta obiettività: spesso le racconta così come chi l’ha scattata le ha percepite, ma noi nell’osservarla mettiamo in moto un processo legato alla creatività, rivestendola di qualcosa di personale; ci mettiamo all’ascolto di noi stessi e di ciò che a noi quell’immagine ha da dire.

Tra i collaboratori della Graphe.it abbiamo un appassionato e studioso di fotografia, Fabio Mazza, il quale ha creato per noi non solo alcune copertine di libri ma ci ha più volte regalato immagini scattate in paesi lontani, suggestioni che invitano al viaggio e alla scoperta di culture e tradizioni.

Noi di GraphoMania, desideriamo oggi raccontarvi qualcosa di più su questa sua passione e sulla fotografia in genere, che sappiamo essere apprezzata da molti di voi che ci seguite.

Intanto, una domanda che pare quasi ovvia ma che ci serve per conoscerti meglio: che cosa è per te la fotografia? Che cosa ti trasmette, a livello emotivo?
Sono stato sempre attratto dalla fotografia, da quando ero bambino, e ricordo ancora l’emozione che provavo nel vedere stampate le fotografie scattate con una piccola macchina fotografica, ovviamente analogica. Poi ci fu la polaroid dei miei genitori, con la quale era fantastico poter vedere immediatamente le foto dopo pochi secondi dallo scatto, e osservare l’immagine che si formava lentamente sulla carta.
La fotografia è un elemento che fa parte della mia vita da sempre, e il suo ruolo spazia dai ricordi contornati da un filo di nostalgia, al più recente bisogno di creatività e sperimentazione sul quale lavoro utilizzando i vari mezzi che oggi ho a disposizione. Il mio interesse attuale verso la fotografia è soprattutto per il lato puramente artistico, senza contaminazioni commerciali, perché penso che il piacere di comporre e di creare una foto non deve essere condizionato, e solo in questo modo riesco a sentire un senso di appagamento per aver creato qualcosa. E, la speranza, è quella di trasmettere emozioni agli altri attraverso le fotografie.

Che tipo di scatti prediligi e perché?
Essendo sempre stato un appassionato di viaggi e avendo studiato anche regia documentaristica, ho una predilezione per la fotografia documentaristica e per i reportage di viaggio, e includo ovviamente anche la fotografia paesaggistica e naturalistica. Ho avuto modo di viaggiare molto e di scattare foto in posti eccezionali, con paesaggi mozzafiato e animali selvatici, tra ghiacciai e foreste equatoriali; ogni scatto ha per me un valore enorme a livello emotivo, e amo questi generi di fotografia proprio perché ti portano a esplorare sempre nuovi luoghi e a rapportarti con persone completamente diverse da noi per stile di vita, religione, etnia, mentalità. Viaggiando con la mia macchina fotografica posso esplorare il mondo e contemporaneamente esplorare me stesso, i miei pensieri, le mie emozioni.

Fotografia digitale o pellicola…
La fotografia analogica, ovvero con pellicola in bianco e nero, è per me da sempre qualcosa di speciale. La quantità di foto limitata dal numero di pose contenute nel rullino, il piacere della stampa in camera oscura, la qualità dell’immagine ottenuta dal materiale fotosensibile e non dai numeri di un codice binario…
Il digitale è ovviamente molto pratico, meno dispendioso e più veloce nella fase della post produzione. La qualità, oggi, ha raggiunto livelli molto elevati e quindi lo utilizzo volentieri.
A seconda del progetto fotografico che intendo realizzare, decido se scattare in digitale o in analogico, l’importante è raggiungere il risultato prefissato.

Un luogo del mondo che ti ha particolarmente colpito a livello fotografico?
Sono rimasto affascinato da diversi posti che ho visitato, tra i quali anche località italiane come Venezia, la zona della Val d’Orcia in Toscana e le Dolomiti; per quanto riguarda invece mete più lontane ho apprezzato molto l’Havana per il suo stile retrò, la sua gente e i suoi colori; la Patagonia e la Terra del Fuoco, due regioni stupende con paesaggi incomparabili; diverse zone degli USA, in particolar modo il parco di Yellowstone, con la sua numerosa e bellissima fauna e i suoi geyser, ideale per la fotografia naturalistica e paesaggistica. Non saprei come indicarne uno in particolare, in ogni posto che ho elencato ho trovato elementi unici da fotografare e da esplorare.

La foto ferma il tempo, immortala ciò che non si ripeterà mai più uguale, dunque succede che proprio un determinato scatto divenga riflessione, forse nostalgia, a volte addirittura rimpianto. Uno scatto può suscitare in te la voglia di scrivere, cioè di raccontare con la penna ciò che l’immagine cela?
Sì, penso che in alcuni casi scrivere qualcosa da affiancare a una fotografia sia un completamento delle foto e del progetto fotografico realizzato.
Infatti proprio in questi ultimi mesi ho realizzato un progetto fotografico al quale sto abbinando delle poesie, una per ogni foto. Un pensiero, una riflessione su ogni immagine, poi tramutata in versi, ad accompagnare la storia congelata nello scatto, come per far muovere gli oggetti che vediamo fermi, statici, immortalati.

Sappiamo che stai tenendo a Roma un corso base di fotografia digitale; tanti sono coloro che si sono iscritti, ai quali racconterai sì di tecnica ma anche di ciò che necessariamente deve affiancarla perché il risultato sia vivo, vibrante, e non una fredda immagine. In fondo, il dono di trasmettere emozioni – supportato naturalmente dalla tecnica – è ciò che cerchiamo anche nella letteratura.

In attesa di saperne di più, ti auguriamo un in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti futuri!




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.