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Posted martedì, 19 Aprile 2016 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Mafalda, le frasi più belle della celebre bambina creata da Quino

Mafalda

Mafalda, la celebre bambina creata da Quino

Mafalda – la bambina ribelle che odia la minestra ed è preoccupata per l’umanità e per la pace nel mondo – è nata dalla penna di Joaquín Lavado, in arte Quino, ed è una delle bambine più amate dei fumetti. Notissima in America Latina (tanto che in Argentina, patria di Quino, la città di Buenos Aires le ha dedicato una piazza) ha fan in tutto il mondo e le sue frasi sono spesso utilizzare per esprimere il proprio stato d’animo e commentare le situazioni più disparate.

Ecco, allora, alcune frasi di Mafalda per sorridere e riflettere

Le frasi più belle di Mafalda

  • A me il “filo logico” delle cose ha sempre fatto inciampare.
  • A scuola: «Che gli venisse un accidenti al bottaio che travasa 218 litri di vino in non mi viene bottiglie di 75 centilitri cad.!»
  • A voi non capita mai di sentirvi un po’… indefiniti?
  • Con il fascino potete cavarvela un quarto d’ora. Poi è meglio che sappiate qualcosa.
  • «Cos’ha il mondo, Mafalda?» «È malato». «Malato? E ha la febbre?» «Ha un’infiammazione alle masse».
  • Curioso, chiudi gli occhi e il mondo scompare!
  • Di speciale non ho nulla, ma so rompere le scatole in un modo dolcissimo.
  • E non sarà che a questo mondo c’è sempre più gente e sempre meno persone?
  • E tirar fuori qualche volta l’intelligenza, come le gambe, per sgranchirla?
  • Fermate il mondo… voglio scendere!
  • I miei sogni sono ribelli, non ci vogliono stare nel cassetto.
  • I verbi, signora maestra? Il passato lo hanno riscritto; il presente è una lotteria e il futuro c ce l’hanno fregato.
  • Il cuore ha le sue ragioni e il fegato le conosce tutte.
  • Il guaio della grande famiglia umana è che tutti vogliono essere il padre.
  • Io direi che… ma meglio non sfiorare l’argomento, vero?
  • Ma perché con tanti mondi più evoluti, io sono dovuta nascere proprio in questo?
  • «Ma perché dovrei farlo?» «Perché te lo dico io, che sono tua madre!» «Se è questione di titoli io sono tua figlia e ci siamo diplomate nello stesso giorno. O no?»
  • Ma perché la vita che uno si guadagna deve spenderla a lavorare per guadagnarsi la vita?
  • Mah! Taglia qua, taglia là, chissà che abito si sta cucendo, mentre noi restiamo in mutande.
  • Non c’è niente di peggio che avere rabbia e ragione.
  • Non è che non ci sia la bontà: c’è, ma in incognito!
  • Non mi è chiaro se in questa vita sto pagando i debiti di quella precedente o sto versando un anticipo per la prossima.
  • Non voglio avere rimpianti nella vita. Non voglio guardami indietro un giorno e dire: «Avrei potuto mangiarla quella fetta di torta!».
  • Non vorrei suscitare troppa invidia, amiche, ma mi vanno ancora bene gli orecchini di quando avevo 18 anni!
  • Oggi mi sento una pacifista in guerra contro chi non vuole la pace.
  • Perdo parecchie cose senza accorgermene: possibile che non succeda mai che perda anche un paio di chili?
  • Poiché non riusciamo ad amarci gli uni con gli altri, perché non proviamo ad amarci gli altri con gli uni?
  • Quando ho imparato le risposte, mi cambiano tutte le domande.
  • Troppe volte l’urgente non lascia tempo per l’importante.
  • Volontariato vuol dire che «gli altri» siamo «noi tutti» e che dentro questo «noi tutti» ci sei anche tu. Insomma: che tu sei tutti e tutti siamo te.

Foto | Gobierno de la Ciudad Autónoma de Buenos Aires [CC BY 2.5 ar], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.