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Posted sabato, 23 aprile 2016 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

William Shakespeare e le sue opere nel doodle di Google

Il Google doodle per i quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare

Il Google doodle per i quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare

Sono trascorsi quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare. A dire il vero, non era proprio il 23 aprile 1616, come spiega Wikipedia: «La data di morte [del 23 aprile] segue il calendario giuliano, allora in uso in Inghilterra. Secondo il calendario gregoriano, introdotto nei paesi cattolici dal 1582, Shakespeare morì il 3 maggio». Questioni cronologiche a parte, William Shakespeare moriva quattrocento anni fa e le iniziative per celebrarlo sono molte (e anche noi vi abbiamo proposto alcuni modi per ricordare questo pilastro della letteratura mondiale).

Anche Google ricorda il buon Bardo dedicandogli un doodle in cui il nostro è rappresentato nell’atto di scrivere e dalla sua penna (nel vero senso: una penna intinta nell’inchiostro) escono una serie di fumetti che riassumono le sue opere principali. Da sinistra a destra le opere di Shakespeare che troviamo nel doodle di Google sono le seguenti:

  • Amleto (tragedia; 1600-1602)
  • Otello (tragedia; 1604)
  • Giulio Cesare (tragedia; 1599)
  • Romeo e Giulietta (tragedia; 1594-1596)
  • La tempesta (commedia; 1611)
  • Uno dei suoi drammi storici (Shakespeare scrisse: Enrico IV, Enrico V, Enrico VI, Enrico VIII, Riccardo II, Riccardo III, Re Giovanni); potrebbe anche essere la tragedia Re Lear (1605-1606), considerati gli occhi da matto del personaggio che siede sul trono;
  • Macbeth (tragedia; 1605-1608)
  • Sogno di una notte di mezza estate (commedia; 1595)

Tutto il doodle si poggia su un cartiglio al cui centro leggiamo, solenne!, la scritta Google; il cartiglio, inoltre, ritorna nelle pagine interne di Google, e la penna sostituisce la lettera “l”.

Il Google doodle per i quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare è disponibile in quasi tutta Europa, in America del Nord, in alcuni Paesi dell’America del Sud (anche in Perù, nonostante oggi siano anche quattrocento anni dalla morte di Garcilaso de la Vega, detto el Inca), in Russia, in alcuni Paesi dell’Africa del Nord, in India, in Australia e in Nuova Zelanda. Da notare che nel Regno Unito il doodle è leggermente diverso: come cornice, infatti, c’è san Giorgio che uccide il drago, visto che oggi è san Giorgio, patrono dell’Inghilterra.

Google doodle o meno, l’occasione è buona per andare a vedere qualche opera di Shakespeare a teatro (per fortuna ci sono tantissime iniziative a tal proposito). E se poi volete sapere di più sul Bardo e il suo teatro, vi rimandiamo al nostro articolo di approfondimento.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.