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Posted venerdì, 6 Maggio 2016 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Sigmund Freud compie 160 anni e Google lo festeggia con un doodle

160° anniversario della nascita di Sigmund Freud

Il doodle di Google per il 160° anniversario della nascita di Sigmund Freud

Probabilmente una delle immagini che più associamo a Sigmund Freud – e anche ad altri terapeuti – è quella del divano con su sdraiato il paziente e accanto lo psicologo. Per celebrare il 160° anniversario della nascita di Sigmund Freud Google ha fatto un’altra scelta: il doodle di Google per Sigmund Freud (realizzato dal doodler Kevin Laughlin) ci presenta lo psicanalista come se fosse un iceberg, con la vasta base sommersa. L’idea è quella di rappresentare le oscure profondità della mente. Nel doodle di Google c’è anche un riferimento all’orizzonte perché la genialità del metodo freudiano si colloca lì, nello spazio tra medico e paziente, lettore e testo, umano e mondo.

Freud è conosciuto come il padre della psicanalisi e il suo metodo interpretativo alla ricerca di un senso oltre la superficie delle cose, va al di là della sfera della psicoterapia. Parole ed espressioni come narcisismo, desiderio di morte e via dicendo sono state coniate da Freud e poi entrate nell’uso quotidiano. Per non parlare poi del fatto che spesso molti di noi si chiedono cosa significhi quello che abbiamo sognato durante la notte: l’idea che il sogno significhi qualcosa e che il nostro subconscio sia attivo sono concetti che dobbiamo proprio a Sigmund Freud.

Quattro citazioni di Sigmund Freud

È certamente impossibile parlare di Sigmund Freud nel ristretto spazio di un articolo. Vi lasciamo con quattro sue frasi che possono invogliarvi, lo speriamo, ad approfondire la conoscenza di quest’uomo così importante per la storia dell’umanità:

  • Di fronte agli assalti ci si può difendere; di fronte alla lode si è indifesi.
  • L’uomo è per così dire divenuto una specie di dio-protesi, veramente magnifico quando è equipaggiato di tutti i suoi organi accessori; ma non formano un tutt’uno con lui e ogni tanto gli danno ancora del filo da torcere… Pure, nell’interesse della nostra indagine, non dimentichiamo che l’uomo d’oggi, nella sua somiglianza con Dio, non si sente felice.
  • La civiltà deve fare di tutto per porre limiti alle pulsioni aggressive dell’uomo, per rintuzzarne la vivacità mediante formazioni psichiche reattiva.
  • Se l’evoluzione della civiltà è tanto simile a quella dell’individuo, e se usa gli stessi mezzi, non saremmo giustificati nel fornire la diagnosi che alcune civiltà, o epoche civili – forse l’intero genere umano – sono divenuti «nevrotici» per effetto del loro stesso sforzo di civiltà?



Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.