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Posted 11 Maggio 2016 by Roberto Russo in Premi letterari
 
 

A cent’anni dalla nascita di Camilo José Cela, Nobel per la letteratura nel 1989

Camilo José Cela

Busto di Camilo José Cela a Guadalajara (Spagna) realizzato da Luis Sanguino

Camilo José Cela è stato uno scrittore e accademico spagnolo, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1989 “per una prosa ricca e intensa, che con la pietà trattenuta forma una visione mutevole della vulnerabilità dell’uomo”.

Chi era Camilo José Cela

Camilo José Cela Trulock nacque a Iria Flavia, A Coruña, Spagna, l’11 maggio 1916. Nel 1925 la sua famiglia si trasferisce a Madrid e qui Camilo José Cela continua gli studi, anche se nel 1931 e 1932 si ammala e viene ricoverato: il giovane passa il lungo tempo di riposo obbligato a leggere molto. Nel 1934 inizia a studiare medicina presso l’Università Complutense di Madrid, ma ben presto cambia indirizzo di studi e frequenta le lezioni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, come uditore, seguendo Letteratura Contemporanea insegnata a quel tempo dal poeta Pedro Salinas. Camilo José Cela mostra al professore le sue prime poesie e riceve da lui stimoli e consigli per proseguire. Questo incontro risulterà fondamentale per il giovane Cela, che così decide di abbracciare in pieno la letteratura. In facoltà conosce Alonso Zamora Vicente, María Zambrano e Miguel Hernández e attraverso loro entra in contatto con altri intellettuali madrileni. In piena guerra termina il suo primo libro di poesie Pisando la dudosa luz del día.

Nel 1940 inizia a studiare diritto e in quello stesso anno compaiono le sue prime pubblicazioni. Due anni dopo vede la luce la sua prima grande opera La famiglia di Pascual Duarte, a forti tinte drammatiche, che, nonostante il grande successo, è ostacolata dalla chiesa cattolica che vieta la seconda edizione dell’opera stessa (che, comunque, sarà pubblicata a Buenos Aires). Poco dopo, Camilo José Cela abbandona gli studi di diritto per dedicarsi alla letteratura in maniera professionale.

Le 1944 inizia a scrivere L’alveare che verrà pubblicata nel 1951 a Buenos Aires e sarà subito vietata in Spagna (dal libro nel 1982 Mario Camus realizzerà un film e Camilo José Cela vi interpreterà la parte dell’inventore di parole); nel frattempo Cela realizza due personali di pittura e pubblica Viaje a La Alcarria e El cancionero de La Alcarria.

Nel 1954 si trasferisce sull’isola di Mallorca dove trascorrerà buona parte della sua vita. Nel 1957 viene eletto alla Real Academia Española.

Nel periodo di transizione alla democrazia, Camilo José Cela riveste un ruolo importante nella vita pubblica, diventando Senatore per designazione reale e partecipando in tal modo alla revisione del testo costituzionale elaborato dal Congresso.

Negli anni successivi continua a pubblicare molto: a questo periodo appartengono i suoi romanzi A tempo di mazurca e Cristo versus Arizona, monologo pieno di personaggi in uno spazio degradato fino ai limiti degli istinti più bassi. Tra l’altro segnaliamo che nel 1968 e nel 1971 ha pubblicato il Diccionario secreto, opera in due volumi che raccoglie parole generalmente rifiutate per oscenità e altri motivi simili dai comuni dizionari.

Già a quei tempi viene considerato uno dei grandi scrittori del secolo e negli ultimi vent’anni della sua vita riceve omaggi, premi e diversi riconoscimenti, tra cui il Príncipe de Asturias de las Letras (1987), il Nobel de Literatura (1989) e il Miguel de Cervantes (1995). Una curiosità: per la grande quantità di onorificenze ricevute Camilo José Cela è entrato nel Guinness dei primati.

Nel 1986, il giorno del suo ottantesimo compleanno, Re don Juan Carlos I gli concede il titolo di Marchese di Iria Flavia.

Camilo José Cela muore a Madrid, il 17 gennaio 2002. In Italia è stato pubblicato da vari editori, tra cui Einaudi e Passigli.

Via | CervantesTreccaniWikipedia
Foto | Di ÁWá (Opera propria) [GFDL o CC-BY-SA-3.0], attraverso Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.