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Posted martedì, 5 Luglio 2016 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Addio al poeta Valentino Zeichen

Valentino Zeichen (1938-2016)

Valentino Zeichen (1938-2016)

Valentino Zeichen è morto oggi a Roma, presso la clinica Santa Lucia in cui stava facendo riabilitazione dopo un ictus che lo aveva colpito nei mesi scorsi. Dopo l’ictus, gli è stata riconosciuta la Legge Bacchelli.

Chi era Valentino Zeichen

Valentino Zeichen era nato a Fiume nel 1938 ma viveva a Roma dal 1950. Dopo aver frequentato le scuole tecnico-commerciali a Firenze (dopo la guerra era stato costretto, insieme ad altri profughi istriani, a lasciare la propria città natale), ha viaggiato molto e fatto diversi lavori. Ha quindi studiato recitazione a Roma, presso l’Accademia Scharov e fu in questa veste che fece la sua prima apparizione pubblica: nel 1967 lesse alcuni suoi versi al Dioniso Club, su invito di Elio Pagliarini. I suoi versi vennero piano piano pubblicati dalla rivista Nuova Corrente e nel 1974 vide la luce la sua prima raccolta di versi, dal titolo Area di rigore (Cooperativa Scrittori editrice).

C’è da notare che Valentino Zeichen è stato uno degli iniziatori delle letture pubbliche di poesia, che, come è facilmente intuibile, hanno avuto una grande influenza sul modo di scrivere la poesia in Italia.

Nel 1979 è uscita la sua seconda di poesie, dal titolo Ricreazione (Guanda). Quindi nel 1983 vede la luce Pagine di gloria (sempre Guanda) e il romanzo Tana per tutti (Lucarini). Nel 1987 escono, per Guanda, i versi di Museo interiore. Nel corso degli anni Zeichen ha pubblicato poesie anche con Mondadori (ricordiamo qui la raccolta Poesie a cura di Giulio Ferroni che riunisce i componimenti poetici di Zeichen dal 1963 al 2014). Tra le ultime raccolte figura Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio (Fazi), una serie di poesie sulla città di Roma.

Valentino Zeichen è stato tradotto anche in francese e tedesco e il suo ultimo libro è un romanzo, La sumera, pubblicato da Fazi, che è stato anche tra i libri presentati per lo Strega 2016.

Tre poesie di Valentino Zeichen

Per ricordare Valentino Zeichen vi proponiamo alcune sue poesie. La prima è Premio Strega (Ninfeo di Villa Giulia) che potete ascoltare nel video qui sopra.

Un’altra sua poesia ha per titolo La poetica:

Nel tagliarmi le unghie dei piedi
il pensiero corre per analogia
alla forma della poesia;
questa pratica mi evoca
la fine perizia tecnica
di scorciare i versi cadenti;
limare le punte acuminate,
arrotondare gli angoli sonori
agli aggettivi stridenti.
È bene tenere le unghie corte
lo stesso vale anche per i versi;
la poesia ne guadagna in igiene
e il poeta trova una nuova Calliope
a cui ispirarsi: la musa podologa.

Un’altra sua poesia ha per titolo Domande:

Che genere di polvere
si vuole diventare dopo
il congedo del mondo?
Di marmo? Per sentire
l’intrinseca vanità
delle opere monumentali?
Di pepe? Per far sternutire
gli altri spiriti?
Se certi stravaganti
cultori di dottrine esoteriche
si rappresentano nel dopo
come polveri al vento,
noi che siamo cattolici
rimarremo polvere sepolta
e non ci diletteremo
al gioco dei venti.
È inevitabile che alcuni
cambino religione.

Foto | HP




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.