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Posted giovedì, 7 Luglio 2016 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

È morta Laura Mancinelli, scrittrice e germanista

Laura Mancinelli (1933-2016)

Laura Mancinelli (1933-2016)

La scrittrice e germanista Laura Mancinelli è morta. Aveva 82 anni e da tempo era stata colpita da sclerosi multipla.

Cenni biografici di Laura Mancinelli

Laura Mancinelli era nata a Udine il 18 dicembre 1933, ma fin da piccola si è trasferita a Torino con la sua famiglia. Ha insegnato letteratura tedesca medievale presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Torino ed è stata una fine traduttrice di testi classici della tradizione medievale germanica, come, per esempio, I Nibelunghi (1972) – tradotto su consiglio di Claudio Magris – e il Tristano di Gottfried von Strassburg (1985).

Laura Mancinelli, prima di avere la docenza a Torino, ha insegnato nelle scuole medie e poi anche Filologia Germanica all’Università di Sassari e poi ha ottenuto la cattedra di Storia della lingua tedesca all’Università Ca’ Foscari, chiamata a Venezia dal germanista Ladislao Mittner nel 1976.

Negli anni Novanta è stata colpita da sclerosi multipla e quindi ha abbandonato la docenza, continuando a dedicarsi, però, alla scrittura. Suoi libri sono: I dodici abati di Challant (1981 – Premio Mondello opera prima); Il miracolo di Santa Odilia (1989 – Premio Città di Roma); Gli occhi dell’imperatore (1993 – Premio Rapallo); I tre cavalieri del Graal (1996); il romanzo autobiografico Andante con tenerezza (2002 – Premio Via Po); Biglietto d’amore (2003); Il ragazzo dagli occhi neri (2007); Gli occhiali di Cavour (2009); Due storie d’amore (2011); Un peccatore innocente (2013). Segnaliamo, inoltre, la trilogia de I casi del capitano Flores (1997: Il mistero della sedia a rotelle – Premio Cesare Pavese; Killer presunto – 1998; Persecuzione infernale – 1999).

Nel 2005, in occasione della festa della Repubblica, Laura Mancinelli è stata insignita dell’Onorificenza di Grande Ufficiale ai Meriti della Repubblica Italiana dal Presidente Ciampi. Nel 2008 le è stato attribuito il Premio alla carriera dell’associazione La Donna e l’Arte consegnato dalla presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso.

Laura Mancinelli e la narrativa

Lei stessa ha avuto modo di raccontare come si è avvicinata alla narrativa:

Non avevo mai pensato di fare la scrittrice, né lo avevo mai desiderato. Amavo la mia professione, che mi dava molte soddisfazioni e non mi costava fatica: ero docente di germanistica con particolare specializzazione nella letteratura tedesca medievale, un campo poco o nulla studiato in Italia, nel quale mi ero avventurata con grande entusiasmo scoprendo cose assai interessanti. Mi ero dedicata alla traduzione di poemi in antico tedesco, che rendevo in versi italiani e che riempirono la mia vita fino a un certo momento. Il momento in cui fui ricoverata agli Ospedali Riuniti di Venezia per un disturbo alla vista: allora avevo la mia cattedra e vivevo a Venezia. Rimasi in ospedale due settimane, per analisi, benché il disturbo fosse totalmente scomparso dopo tre soli giorni. Nell’inerzia forzata di quelle notti insonni ripassai nella mente tutta una trama di romanzo che avevo abbozzato per scherzo molti anni prima. Una volta dimessa dall’ospedale, ne feci una stesura corretta e completa: era il 1981 quando uscirono I dodici abati di Challant. Pensavo, allora, che sarebbe stato il primo e l’ultimo romanzo della mia vita. Invece poi la narrativa mise radici in me come una necessità. O forse un vizio?

Foto | By Simone041976 (Own work) [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.