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Posted mercoledì, 27 Luglio 2016 by Miranda in Premi letterari
 
 

Luigi Pirandello: biografia, opere e frasi del Nobel per la letteratura

Luigi Pirandello (1867-1936)

Luigi Pirandello (1867-1936)

Luigi Pirandello è stato un famosissimo e apprezzatissimo scrittore, poeta e drammaturgo italiano: nato a Girgenti il 28 giugno del 1867, morirà il 10 dicembre del 1936 a Roma. Nel corso della sua vita ha scritto molte opere di grande valore, tanto da essere insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1934: è considerato uno dei più grandi drammaturghi del XX secolo.

Cenni biografici di Luigi Pirandello

Nato in una famiglia borghese, da piccolo Pirandello aveva difficoltà a comunicare con gli adulti, in particolare con il padre. E proprio questo problema lo portò a migliorare le proprie capacità espressive e a studiare il modo di comportarsi di chi aveva di fronte, per capirlo e rispondere meglio. Molto devoto da giovane, soffriva di insonnia. La passione per la letteratura arrivò durante gli studi al ginnasio e maturò negli anni degli studi universitari di filologia romanza a Roma. Completò gli studi a Bonn, un importante centro culturale dell’epoca.

Nel 1894 sposò Maria Antonietta Portulano: fu un matrimonio combinato per rendere migliori gli affari della famiglia Pirandello, ma tra i due nacque veramente l’amore e la coppia poté vivere agiatamente con la dote di lei a Roma. Dalla loro unione nacquero tre figli: Stefano (1895-1972), Rosalia (Lietta) (1897-1971) e Fausto (1899-1975). Purtroppo il loro amore subì un duro colpo dopo la malattia di lei: nel 1919 venne ricoverata in un ospedale psichiatrico.

Il primo grande successo di Luigi Pirandello è stato Il fu Mattia Pascal, scritto mentre di notte vegliava la moglie paralizzata nelle gambe. Il libro fu pubblicato nel 1904 e tradotto in diverse lingue. Se la prima guerra fu molto difficile per l’autore (il figlio tornò molto malato dopo una prigionia in Austria), il primo dopoguerra fu molto fiorente: ottenne il Nobel per la Letteratura e molte delle sue opere approdarono al cinema, anche negli Stati Uniti.

Pirandello trascorse molto tempo nei boschi del Monte Cimino e proprio qui ambientò delle famose novelle. Nel 1936 si ammalò di polmonite, mentre assisteva a Cinecittà alle riprese di un film tratto da Il fu Mattia Pascal: aveva 69 anni e aveva già subito due attacchi di cuore. Dopo quindici giorni la malattia si aggravò e il 10 dicembre 1936 morì, lasciando incompiuto il suo lavoro teatrale I giganti della montagna, a tema mitologico. Il terzo atto venne ideato e illustrato al figlio Stefano nella sua ultima notte di vita.

Uno sguardo alle opere di Pirandello

Luigi Pirandello scrisse sette romanzi: L’esclusa, Il turno, Il fu Mattia Pascal, Suo marito, I vecchi e i giovani, Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Uno nessuno e centomila.

Diverse le novelle, racchiuse nella raccolta Novelle per un anno: l’intento era quello di scriverne 265, ma nel 1922 arrivò a completarne 241, mentre quindici furono pubblicate postume.

Infine, le poesie, raccolte in Mal Giocondo, Pasqua di Gea, Pier Gudsò, Elegie renane, Zampogna, Scamandro, Fuori di chiave.

Frasi di Pirandello

Infine, ecco dieci frasi per capire la genialità di questo autore:

  • Basta che lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza!
  • Confidarsi con qualcuno, questo sì è veramente da pazzo!
  • È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev’esser sempre.
  • Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.
  • La civiltà vuole che si auguri il buon giorno a uno che volentieri si manderebbe al diavolo; ed essere bene educati vuol dire appunto esser commedianti.
  • La singolarità vera e nuova, l’originalità, non è cosa che si procacci di fuori; si ha dentro o non si ha; e chi l’ha veramente non sa neppure d’averla e la manifesta con la maggiore semplicità.
  • Mi si fissò invece il pensiero ch’io non ero per gli altri quel che finora, dentro di me, m’ero figurato d’essere.
  • Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant’altre situazioni in cui l’autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l’autore non si sognò mai di dargli!
  • Sapete che cosa significa amare l’umanità? Significa soltanto questo: essere contenti di noi stessi. Quando uno è contento di sé stesso, ama l’umanità.
  • Vi vedo così affannati a cercar di sapere chi sono gli altri e le cose come sono, quasi che gli altri e le cose per se stessi fossero così o così.

Foto | See page for author [Public domain], via Wikimedia Commons




Miranda