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Posted 24 Agosto 2016 by Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Léo Ferré, il poeta monegasco

Léo Ferré (24 agosto 1916 – 14 luglio 1993)

Léo Ferré (24 agosto 1916 – 14 luglio 1993)

Devo ammettere che quando ho cominciato a cercare notizie biografiche sul poeta monegasco Léo Ferré (nato nel Principato di Monaco il 24 agosto 1916 e morto in Italia il 14 luglio 1993) il mio pensiero è andato a Gigi Proietti e al suo poeta esistenzialista francese. Lo so, lui si rifaceva a Jacques Brel, ma i toni sono tanto simili e non solo grazie a tutto quel bianco e nero che vedo su Youtube, ma anche perché erano tutti (Jaques Brel, Charles Aznavour, Serge Gainsbourg) chansonniers francesi, potremmo dire, dello stesso stampo. Torniamo, però, a Ferré e alla sua storia.

Chi è stato Léo Ferré

Figlio di un monegasco (Joseph Ferré, direttore del celebre Casino), con una madre di origine italiana (Marie Scotto, sarta), Léo dimostrò una precoce vocazione alla musica. Aveva, per dire, soltanto quattordici anni quando compose una messa a tre voci intitolata Kyrie e la sua formazione, all’epoca, non era regolare, ma principalmente scolastica. Cresciuto, si orientò verso studi di tipo giuridico e nel 1939 conseguì un diploma in scienze politiche.

La musica, tuttavia, restava parte imprescindibile della sua vita eLéo Ferré continuò i suoi studi da autodidatta appassionandosi al pianoforte. Il dopoguerra lo travolse e gli regalò ispirazione a volontà per composizioni legate alla sua ideologia anarchica (Gli Anarchici è il titolo di una delle su più famose canzoni). Molte di queste sono in lingua italiana e in effetti venne a vivere nel nostro Paese per ben vent’anni e qui morì.

Prima, però, visse a Parigi dove si era trasferito nel 1946 e dove strinse amicizia con alcuni esiliati spagnoli e compose molte canzoni contro Pinochet (Allende), De Gaulle (Mon General) e altri personaggi politici. Alcune di queste giunsero alla ribalta grazie alla vibrante voce di Edith Piaf e a quella della sua interprete d’elezione Catherine Sauvage e gli procurarono i primi importanti contratti.

Nelle sue canzoni, che lo portarono successivamente a incrociare e a incanalarsi nei movimenti di pensiero e ribellione sessantottini, raccontava di amore, di lotte politiche, di sdegno, di sofferenza e, naturalmente di sogni anarchici. Tradusse in musica anche i poeti dell’Ottocento francese.

«…écoutez le tumulte Qui monte des bas-fonds comme un dernier convoi Traînant des mots d’amour avalant des insultes Et prenant par la main leurs colères adultes Afin de ne les perdre pas» (…ascoltate il tumulto che monta dai bassofondi come un ultimo convoglio che trascina parole d’amore che inghiottono insulti e che prendono con la mano le loro rabbie adulte per non perderle più ) – da «Madame la Misère» via Wikipedia.

Nel 1969 si trasferì in Italia e portò le sue canzoni in diversi tour mondiali. Fino a quel momento, aveva segnato il mondo della canzone impegnata politicamente con gli album Paris canaille (1953), Chansons de Léo Ferré (1954), Le Piano du pauvre (1954), Le Guinche (1955), Les Fleurs du mal – La Chanson du mal-aimé (1957). In Italia venne cantato anche da da Dalida, Patty Pravo e Gino Paoli (Avec le temps del 1972) e interpretato, in tempi più recenti, da Battiato. Nel 1974 vinse il Premio Tenco. Risale al 1983 un altro suo capolavoro: L’Opera du Pauvre.

Léo Ferré fu anche attore, scrittore e poeta. Per conoscerlo meglio, vi consiglio il sito francese (ancora in fieri) che raccoglie anche le splendide copertine dei suoi dischi, divise per decennio, ma in rete è possibile ritrovare numerosi video e selezioni dei suoi testi. In effetti Léo Ferré, da un certo punto di vista, andrebbe letto oltre che ascoltato. Al pari di autori come De André o Bob Dylan sfugge alla semplice classificazione di cantautore, perché versatile, visionario, a volte ermetico, ma sempre calato nel proprio tempo, di cui racconta, naturalmente dal suo punto di vista, problemi, ossessioni, dolore, ribellione e passioni.

Foto | Di Fédération Anarchiste (Fédération Anarchiste) [CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.