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Posted 29 Agosto 2016 by Roberto Russo in Grammatica
 
 

Webete: significato e uso del neologismo di Enrico Mentana

Webete: il neologismo coniato da Enrico Mentana

Webete: il neologismo usato da Enrico Mentana

Webete è un neologismo usato da Enrico Mentana su Facebook. Nel rispondere a un utente che commentava un suo status, il giornalista gli ha detto, tra l’altro: «Non c’è distanza maggiore che tra il virtuoso e il virtuale: eppure per lei se uno non grufola contro gli invasori è un fake. Lei è un webete»

Come nasce webete e cosa significa

Come è noto, Enrico Mentana interviene spesso sulla sua pagina Facebook sia postando riflessioni e aggiornamenti, sia rispondendo agli utenti. Le sue risposte a volte sono una summa di saggezza e ironia che, anche con una sola parola, spiegano tutto. Come webete, per esempio. Ci sono anche pagine su Facebook che raccolgono le migliori risposte di Mentana.

Così, per stigmatizzare quel fenomeno tutto social che fa sì che si sparino sentenze rendendosi cassa di risonanza delle più assurde bufale che popolano il web, Enrico Mentana ha usato il termine webete. Con webete, pertanto, si possono definire quegli utenti che in rete da un lato alimentano polemiche sterili e dall’altro intervengono solo per rendere ridicoli e offendere gli interlocutori. In pratica: i vecchi «troll», ma definiti in maniera molto più geniale.

Come è facile intuire webete è composto da web «denominazione della rete telematica mondiale attraverso la quale opera Internet» e da ebete «ottuso di mente, deficiente». In una sola parola, quindi, Enrico Mentana riassume l’atteggiamento che dilaga in rete.

Webete prima di Enrico Mentana

Come ci fanno notare, il termine webete era usato anche prima di Enrico Mentana. I significati di tale termine sono due.

Su Il gergo telematico troviamo la seguente definizione di webete: «Utente che considera Internet composta solamente dalla WWW. Neologismo coniato da Ginzo». La pagina che riporta il lemma ha come data in calce: «1993-1998».

Stefano Spolvervini parla dello stesso termine nel 2014 e fornisce la seguente spiegazione: «Composto dall’unione delle due parole WEB + EBETE, il neologismo è teso ad identificare colui che sguazza giornalmente su internet, soprattutto sui social network, scrivendo idiozie e postando aforismi e pensieri di altri, senza nulla sapere delle grandi potenzialità che offre la rete».

All’orizzonte di webete: Umberto Eco e l’invasione di imbecilli

Se Enrico Mentana ha usato il neologismo, possiamo trovarne la teorizzazione in Umberto Eco che a giugno 2015, nella lectio magistralis per la laurea honoris causa in «Comunicazione e Cultura dei media» presso l’Università di Torino, ebbe ad affermare:

I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.

Le reazioni a quest’affermazione di Umberto Eco sono state le più varie: c’è chi si è sentito offeso, chi ha apprezzato, chi ha fatto distinguo e via dicendo. Con il passate del tempo, tuttavia, non si può non guardare con attenzione a quanto detto da Umberto Eco, visto il dilagare di tuttologi (e fuffologi) sul web. E il termine webete riassume alla perfezione tutta questa situazione.

Ora bisognerà vedere se webete sarà il nuovo petaloso (è stata anche lanciata una petizione per chiedere all’Accademia della Crusca l’inclusione del termine nel dizionario). In ogni caso, la Crusca, come nel caso di petaloso ha fatto sapere che il termine entrerà nel vocabolario solo se sarà usato. Quindi più lo si usa, più ci sono possibilità che venga inserito, un domani, in un vocabolario. Di certo, è più facile incontrare webeti che petalosi!




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.