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Posted 29 Settembre 2016 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Ladislao José Biro, il giornalista che inventò la penna a sfera

Il doodle di Google per il 117° anniversario della nascita di Ladislao José Biro

Il doodle di Google per il 117° anniversario della nascita di Ladislao José Biro

Tutti i giorni, in tutto il mondo, più o meno tutti usiamo la sua invenzione, ma pochi lo conoscono. Parliamo della penna a sfera che è chiamata anche biro. Ed è chiamata «biro» perché il suo inventore fu László József Bíró, ungherese naturalizzato argentino. In Argentina era chiamato Ladislao José Biro ed è così che è passato alla storia.

Ladislao José Biro nasceva il 29 settembre 1899 a Budapest, in Ungheria. Per celebrare il 117° anniversario della sua nascita, Google ha lanciato un doodle animato in cui il nome del motore di ricerca è scritto proprio con una penna biro. Un ingrandimento del doodle di Google, poi, illustra, in maniera semplice ed efficace, il funzionamento della penna a sfera. Nelle pagine interne il doodle di Google per il 117° anniversario della nascita di Ladislao José Biro è semplificato. La penna biro scrive sempre, ma questa volta sta vergando la lettera «o» di Google.

Come nacque la penna di Ladislao José Biro

Ladislao José Biro nel 1978

Ladislao José Biro nel 1978

Stufo del fatto che la penna stilografica sporcasse dappertutto, Ladislao José Biro, insieme a suo fratello György, chimico, inventò un inchiostro che fosse più adatto alla scrittura a mano. Quello usato fino ad allora, infatti, era abbastanza liquido, composto principalmente d’acqua. La sua nuova invenzione non aveva bisogno di ricariche periodiche, si asciugava subito ed era indelebile. Però non funzionava con le penne stilografiche, le uniche che c’erano allora.

A quanto pare la soluzione balenò nella testa di Ladislao José Biro in un giorno piovoso, mentre osservava alcuni bambini che giocavano per strada. Il pallone con cui giocavano si bagnava quando passava nelle pozzanghere e poi lasciava dietro di sé una scia bagnata. Sviluppando questo concetto, sviluppò il suo primo prototipo di penna a sfera, che brevettò tanto in Ungheria quanto in Francia nel 1938, senza però commercializzarlo. In pratica, inserì una sfera nella punta della penna, in modo che l’inchiostro fluisse agevolmente.

Ladislao José Biro era un inventore (ha registrato trentadue brevetti) ed era anche giornalista. E fu questo suo lavoro che fece sì che il nostro modo di scrivere cambiasse per sempre. In tali vesti infatti, conobbe l’ex presidente dell’Argentina Agustín Pedro Justo. Questi rimase meravigliato nel vedere Ladislao José Biro usare il proprio prototipo di penna. Viste le origini ebree di Biro, l’ex presidente lo aiutò a trasferirsi in Argentina dall’Europa nazista. Così nel 1940 Ladislao José Biro emigrò in Argentina insieme a suo fratello e a un loro collega Juan Jorge Meyne.

La penna sferografica

Meyne e Biro misero su un’azienda, in un garage, e assunsero quaranta operai. Era nata la Birome, dal nome dei due proprietari. Lanciarono quindi sul mercato la penna, che in un primo momento si chiamò sferografica. La nuova penna non ebbe un successo immediato, ma poi piano piano divenne popolarissima. Purtroppo i costi di produzione erano altissimi e Ladislao José Biro dovette vendere il brevetto. Ad acquistarlo fu il al barone italiano, naturalizzato francese, Marcel Bich.

Altre invenzioni di Ladislao José Biro

Ladislao José Biro non creò solo la penna sferografica – o penna a sfera o biro – ma anche un dosatore di profumo che si basava sullo stesso principio della penna. Inoltre inventò una macchina lavapanni (1930), una cassa di cambio monete automatica e meccanica (1932) – il cui brevetto venne acquistato dalla General Motors. E ancora: un termometro clinico (1943), un dispositivo per ottenere energia dalle onde del mare (1958), una serratura inviolabile e via dicendo.

Ladislao José Biro e l’eredità della penna biro

La sua invenzione è stata alla base dello sviluppo della scrittura in epoca moderna. Biro morì, povero, a Buenos Aires il 24 ottobre 1985. Nella sua ultima intervista disse:

Il mio «giocattolino» ha fatto arrivare trentasei milioni di dollari nelle casse argentine, denaro che il paese ha guadagnato vendendo prodotti non già della terra ma del cervello.

Per l foto di Ladislao José Biro | via Wikimedia Commons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.