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Posted mercoledì, 5 Ottobre 2016 by Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Stefano Terra, tra sogni e avventure

Stefano Terra (1917-1986)

Stefano Terra (1917-1986)

Stefano Terra non è altro che lo pseudonimo di Giulio Tavernari nato a Torino nel 1917 e morto a Roma il 5 ottobre 1986. La ricorrenza odierna ci consente di scoprire uno degli autori italiani di cui si parla meno, ma che somiglia innegabilmente al personaggio di un romanzo.

Terra era un autore dai molti talenti: giornalista, scrittore, poeta, vincitore, tra gli altri premi, di un Campiello (1947, con il romanzo Alessandra), redattore, corrispondente Rai e Ansa. La sua era la vita di un uomo irrequieto o forse dovremmo dire profondamente cosmopolita. Leggendo infatti la sua biografia, lo scopriamo viaggiatore instancabile, amante principalmente della Grecia, che diventerà per lui una seconda patria.

Un uomo forte e determinato, che cominciò a emanciparsi dalla sua borghese famiglia a soli tredici anni, procurandosi un lavoro dopo l’altro (è stato persino guardia di frontiera). La sua scelta di convinto antifascista lo portò nel 1941 a unirsi al gruppo di esuli capitanato da Carlo Rosselli, Giustizia e libertà, residenti a Il Cairo e a lavorare come redattore agli omonimi quaderni (Quaderni di Giustizia e libertà).

Stefano Terra era però incapace di fermarsi in solo luogo, da lì si spostò in Palestina, poi a Roma per collaborare con Vittorini e Calamandrei, a Parigi, a Belgrado e nei Balcani,in Grecia per alcuni anni (nel periodo della Dittatura dei Colonnelli) per tornare infine a Roma con sua moglie e sua figlia.

Leggendo queste deboli tracce della sua esistenza, non si può avere il quadro completo di questo autore. Una verità valida forse per molti degli scrittori che più amiamo e conosciamo, ma in modo particolare per Terra. Perché lui, il corrispondente determinato, lo scrittore di talento, l’antifascista, era paradossalmente un uomo che preferiva vivere lontano dai riflettori. Era una forza interiore la sua, non ostentata, stando ai racconti di chi lo ha conosciuto.

Scrive ad esempio Bernardo Valli su Repubblica:

…il protagonista dell’intensa vicenda non lasciava indifferenti noi che lo incontravamo. Era un gigante tenero; un uomo massiccio con uno sguardo dolce; un cinquantenne adolescente, quando l’ho conosciuto, con i baffi e la pancia del bevitore. Gli piaceva essere «un avventuriero timido», come dice il titolo di un suo libro di poesie… […] Era impossibile scoprire in lui l'”avventuriero”, sia pure timido come si descriveva. Nessuna traccia che testimoniasse la passione e il coraggio degli anni di guerra; né l’audace attività antifascista svolta in Egitto tra i prigionieri italiani; né l’agitato impegno politico di giornalista nella sua Torino del dopoguerra; né lo scomodo corrispondente nella Jugoslavia di Tito, tanto scomodo (perché in equilibrio tra anarchia e trotzkismo) da esserne espulso.

Per conoscere Stefano Terra potete partire dai romanzi Il ritorno del Prigioniero (1944) e Alessandra (1974), dalla raccolta di poesie L’avventuriero timido (1969) e dal testo biografico La grande armata dei dispersi e visionari di Massimo Novelli.

Foto | Particolare della copertina della biografia dello scrittore a cura di Massimo Novelli




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.