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Posted 9 Novembre 2016 by Miranda in Mondolibri
 
 

«Il funerale di Emanuele»: riassunto del testo di Roberto Saviano

«Il funerale di Emanuele» è un passo del libro «Gomorra» di Roberto Saviano

«Il funerale di Emanuele» è un passo del libro «Gomorra» di Roberto Saviano

«Il funerale di Manù» o «Il funerale di Emanuele» è un passo del libro Gomorra, che ha reso celebre in tutto il mondo Roberto Saviano. Il suo primo libro non è un romanzo, una storia inventata, ma il racconto di quello che è la camorra, quello che lo scrittore ha visto con i suoi occhi in Campania. Proprio per quello che è contenuto in questo libro, che può contare su una trasposizione cinematografica e una serie televisiva Sky di grande successo, Roberto Saviano è costretto a viaggiare con la scorta.

Il funerale di Emanuele

Il testo «Il funerale di Emanuele» è il racconto del funerale di un ragazzino di quindici anni. Un funerale al quale hanno partecipato moltissimi ragazzini, che addirittura fuori dalla chiesa hanno indirizzato dei cori da ultrà nei confronti del loro amico, prematuramente scomparso: cori di rabbia, di rassegnazione, forti e chiari. Al funerale c’erano anche i poliziotti, nascosti tra la folla accorsa in chiesa e proprio uno di loro, avvicinandosi a lui, forse uno dei pochi incensurati, sottolineando che tutti in quel luogo erano pregiudicati, afferma che più ne muoiono di persone così e meglio è per tutti…

Roberto Saviano sottolinea che forse questo era il pensiero di tutti ed era un pensiero saggio, vedendo quanti ragazzi non arrivavano ai venti anni, perché morivano prima o perché finivano in prigione all’ergastolo. Una condanna a morte la loro, qualunque fosse stata la loro fine. E anche la durezza delle parole del sacerdote, parole rabbiose e non di pena nei confronti di questa giovane vita spezzata troppo presto, celava questa realtà. Una realtà dura per i ragazzini di quindici anni cresciuti in quella periferia: in altri luoghi a quell’età si va in piscina, a fare scuola di ballo, mentre lì no, lì si va a delinquere, si uccide e si può rimanere uccisi.

E finita l’omelia del parroco, ecco la bara che esce e che viene fatta galleggiare sulla folla, come se si trattasse di una rock star durante un concerto, tra il rumore dei motori degli amici in motocicletta. E mentre fuori c’era questo spettacolo, dentro il prete, in risposta a una signora che le chiedeva cosa aveva imparato quel ragazzo e cosa gli aveva insegnato la famiglia, dice una frase toccante: «Il fatto è che qui si impara solo a morire».




Miranda