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Posted giovedì, 1 Dicembre 2016 by Roberta Barbi in Zibaldone
 
 

Il significato dell’albero di Natale

Alla scoperta del significato dell'albero di Natale

Alla scoperta del significato dell’albero di Natale

«La sera dello stesso giorno in cui aveva scritto al suo amico l’ultima lettera riferita, Werther andò a trovare Carlotta e la trovò sola; era la domenica precedente il Natale. Era occupata a mettere in ordine dei giocattoli che aveva destinato ai fratellini come doni di Natale. Egli parlò del piacere che avrebbero avuto i bambini, e dei tempi in cui, all’inatteso aprirsi di una porta che lasciava apparire l’albero ornato con lumi, dolci e mele, egli era pervaso da gioia di paradiso…» (J.W. Goethe, I dolori del giovane Werther)

Non c’è dubbio che ancora oggi l’albero di Natale infonda questo tipo di sentimenti in grandi e piccini, basta possedere un minimo di spirito natalizio… così oggi vogliamo affrontare con voi un viaggio indietro nel tempo fino alle origini di questo simbolo che scopriremo essere non solo pagano.

Il significato dell’albero di Natale

Innanzitutto va detto che la simbologia dell’albero è presente un po’ ovunque: dai vari alberi del paradiso ornati con oggetti votivi e illuminati da luci che corrispondevano ad altrettante anime, ai Celti che usavano alberi sacri per la festa del solstizio d’inverno, fino ai Romani che erano soliti decorare le case con rami di pino per le Calende di gennaio. Nella Bibbia, pure, ci sono notizie di molti alberi: da quello della vita posto al centro del Paradiso terrestre, a quello della croce, passando per l’albero di Jesse, ma è sulla festa del «sol invictus», proprio a dicembre quando le giornate ricominciano faticosamente ad allungarsi facendo presagire la primavera, che s’insedia l’uso cristiano dell’albero di Natale, anche se la Chiesa delle origini rifiuta il pagano pino e lo sostituisce con l’agrifoglio, icona della corona di spine e delle goccioline di sangue di Cristo.

Quando in epoca medievale, intorno all’anno Mille, i culti pagani iniziarono a essere intesi come la prefigurazione della rivelazione cristiana, si cominciò a credere che il giorno in cui nacque Gesù le piante fossero improvvisamente germogliate e fiorite, così – specie nelle popolazioni nordiche di lingua germanica – si iniziò a utilizzare alberi sempreverdi come l’abete rosso che si usa tuttora, altri tipi di conifere o addirittura la magnolia, come simbolo della vita che nasce assieme al Bambinello, decorati accanto al presepe.

Si iniziò, quindi, ad appendere all’albero delle ostie, poi dei dolci fatti in casa, cui si aggiunsero la carta colorata argentata o dorata, simbolo dei doni dei Magi e la rosa di Natale, segno del germoglio che spunta dalla radice di Iesse. In Germania, dove era diffusa l’arte vetraia, ben presto Cristo luce del mondo venne simboleggiato prima da palle di vetro che riflettevano la luce, poi da candele accese, e l’albero intero prese il significato della vita che rinasce dal peccato originale di Adamo ed Eva, caduti davanti alla tentazione dell’albero dell’Eden.

L’albero di Natale nella storia

La prima cronaca accertata che ci testimonia l’esistenza di un albero di Natale decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta, è datata 1570 nella città tedesca di Brema, ma secondo alcune leggende, la sede del primo albero di Natale sarebbe Riga, in Lettonia, addirittura nel 1510. Solo nel XVII secolo, però, a partire dalla regione tedesca della Renania, l’uso dell’albero di Natale si diffuse in ambito protestante; solo due secoli dopo anche nel mondo cattolico, a partire da Vienna, fino a che, negli anni ‘80, Giovanni Paolo II iniziò ad allestirne uno enorme accanto al tradizionale presepe in piazza San Pietro. Oggi, almeno in Italia, è abitudine addobbare l’albero di Natale in casa a partire dall’8 dicembre – solennità dell’Immacolata – ma i milanesi, ad esempio, lo fanno il 7 mentre festeggiano il patrono Sant’Ambrogio e i baresi il giorno ancora prima, festa di San Nicola.

In chiusura voglio offrirvi un’altra leggenda, molto suggestiva e interessante, che legherebbe le origini dell’albero di Natale a San Bonifacio, l’evangelizzatore delle popolazioni germaniche, nato intorno al 680 in Inghilterra. Un giorno egli si trovò ad affrontare i pagani riuniti nella foresta attorno alla sacra Quercia del Tuono di Geismar per adorare il dio Thor con un rito sacrificale, quando il Santo vi scagliò contro un’accetta che simboleggiava la croce di Cristo. La quercia, dunque, si ruppe in quattro parti e dietro si scorse un giovane abete verde. Il Santo, allora, indicò ai pagani quello come nuovo albero sacro, segno di una vita senza fine perché sempreverde e simbolo di pace perché del suo legno erano allora fatte le case. Un albero che con la sua forma puntava dritto verso il cielo, richiamando l’albero di Cristo Bambino: «Riunitevi intorno ad esso – li ammonì San Bonifacio – non nella selva, ma nelle vostre case, non per riti di sangue, ma per doni d’amore e bontà».

Sulla storia di questo simbolo del Natale trovate anche un altro articolo su GraphoMania.

Foto | Pixabay




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.