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Posted giovedì, 8 Dicembre 2016 by Susanna Trossero in Zibaldone
 
 

La storia di Babbo Natale

La storia di Babbo Natale

«Mamma, papà, ma chi è Babbo Natale?». La storia di Babbo Natale

Ci siamo quasi: in tutto il mondo tanti sono i bambini in attesa del fatidico giorno, quello in cui Babbo Natale realizzerà i desideri elencati nella preziosa letterina. Per lo più giochi ma non solo, pioveranno nelle case grazie all’omone barbuto e grassottello che tutti noi “conosciamo”, eppure… se i bambini più scaltri, o quelli oramai grandicelli, all’improvviso ci domandassero qualcosa di più a proposito di questa favola o leggenda natalizia?

Forse non tutti sanno che in realtà il babbo Natale vestito di rosso che tutti conosciamo è una invenzione degli scrittori e dei poeti, i quali a partire dall’800 così lo immaginarono, regalandogli anche la magica slitta volante e mandandolo a vivere in Lapponia, al Polo Nord.

Ma torniamo molto più indietro nel tempo…

La storia di Babbo Natale

C’era una volta il greco Nicola nato in una cittadina costiera della Turchia (al tempo patria di civiltà greca) nel 280 d.C. da una famiglia benestante. Divenne presto orfano e si fece subito notare per il suo altruismo, donando ai poveri tutto ciò che aveva ereditato dai suoi genitori. Divenne poi vescovo di Myra, ma data la sua fede radicata nei principi dell’ortodossia cattolica, in tempi di persecuzioni non ebbe vita facile. Ricordato come San Nicola, fiero difensore della fede cattolica, gli furono attribuiti anche miracoli; sappiamo che morì il 6 dicembre di un anno imprecisato, e di lui ci restano immagini che lo mostrano con una barba bianca.

Nel 1200, in Europa cominciarono a diffondersi due leggende legate al suo nome: una lo vedeva resuscitare tre poveri ragazzini uccisi, e l’altra portar doni (dei sacchi d’oro) necessari a liberare tre giovani ragazze dalla schiavitù della prostituzione.

Portatore di doni, protettore dei più giovani…

Nacque così il culto di San Nicola, che prevedeva di portar doni ai bambini il 6 dicembre, data di morte dell’uomo. Nel ‘500 fu abolito il culto dei santi, ma privare i bambini di quel giorno così ricco e festoso poteva sembrare crudele, dunque il tutto venne spostato ad altra data, il 25 dicembre, e a portare i doni cominciò a pensarci Gesù Bambino. Una leggenda o una favola devono comunque avere un minimo di credibilità, e come poteva un bimbo così piccolo farsi carico di una simile incombenza?

Serviva un aiutante, magari forzuto e capace di sgridare i bambini più discoli (Babbo Natale porta i doni ai bimbi buoni, è risaputo).

Nella prima metà dell’800, scrittori e poeti trasformarono questa data in una festa familiare ricca di doni e magia: nel 1809 lo scrittore Washington Irving diede una visione differente di Nicola, fornendolo di carro volante e mandandolo di casa in casa a portare regali ai bambini che si erano comportati bene. Tuttavia, la prima volta che si parlò di Santa Claus, fu nei versi anonimi de The Children’s Friend, che tuttavia gli levavano per la prima volta ogni connotazione religiosa. Era inoltre magro, alto, e i suoi vestiti avevano vari colori.

Infine, nel 1822 l’autore Clement Clark Moore scrisse una poesia sul Natale destinata ai suoi figli, le cui strofe narrano di una slitta trainata da otto renne capaci di volare.

I connotati finali dell’omone anziano vestito rigorosamente di rosso, con la pelliccia candida, qualche chilo di troppo e la barba bianca – 8insomma esattamente così come oggi lo conosciamo – sono dati dall’illustratore tedesco Thomas Nast, nel 1863, il quale ha spinto nel dimenticatoio il povero san Nicola. Ma non ovunque: nei Pesi Bassi, nella Francia del nord, in Belgio e in Lussemburgo, ancora è grazie a lui che il 6 dicembre i bambini ricevono doni! Inoltre, il Italia è considerato il protettore non solo di bambini e scolari ma anche di marinai, pescatori, farmacisti, profumieri, ragazze da marito, avvocati, prostitute, nonché delle vittime di errori giudiziari.

Forse, prima o poi, qualche scrittore fantasioso li farà incontrare e chissà se litigheranno o diverranno amici…

Foto | Art and Picture Collection, The New York Public Library. “Felices pascuas de Navidad.” The New York Public Library Digital Collections




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.