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Posted mercoledì, 28 dicembre 2016 by Roberto Russo in Grammatica
 
 

Si scrive d’accordo o daccordo?

Si scrive d'accordo o daccordo?

Si scrive d’accordo o daccordo?

Come si scrive la locuzione avverbiale «d’accordo»? Con o senza apostrofo? Cioè si scrive d’accordo o daccordo, tutto attaccato? Il problema può sorgere perché nella pronuncia non si sente certo la differenza: quando si parla, l’apostrofo è indifferente.

Come si scrive la parola «d’accordo»?

Va detto che d’accordo si scrive sempre come fatto proprio ora, cioè con l’apostrofo tra la d e la parola accordo. Questo perché ci troviamo di fronte a una elisione. La partenza è «di accordo»; poi la «i» cade (è questa l’elisione, cioè la «soppressione della vocale alla fine di una parola davanti alla vocale iniziale della parola successiva») e al suo posto resta l’apostrofo. Quindi d’accordo, con l’apostrofo, senza paura di sbagliare.

Su questo punto è chiara anche l’Accademia della Crusca: d’accordo è inserita nell’elenco delle parole o espressioni che devono essere scritte sempre separate. Non c’è possibilità di sbagliare, pertanto.

Va, comunque, detta una cosa: secondo il Dizionario di ortografia e pronuncia la forma daccordo (tutta attaccata e senza apostrofo) è meno comune, ma comunque usata, tanto che l’ha utilizzata anche Vamba: «Ci siamo trovati tutti daccordo». Però lasciamo l’uso di questa espressione a Vamba e noi scriviamola con l’apostrofo, che se non ce lo mettiamo è un bell’errore da segnare in blu!

Alcuni esempi con «d’accordo»

La locuzione avverbiale d’accordo può essere utilizzata in vari contesti, sempre con il medesimo significato o con sfumature simili. Vediamo alcuni esempi:

  • allora, siamo d’accordo;
  • andare d’accordo come cani e gatti (il che vuol dire che si è in continua lite);
  • andare d’amore e d’accordo;
  • restiamo dunque d’accordo così;
  • siamo d’accordo in tutto e per tutto.

Si tenga presente che la locuzione avverbiale d’accordo viene spesso utilizzata per dare una risposta affermativa:

«Allora, ci vediamo domattina alle nove»
«D’accordo! »

In questo senso, si ha anche il superlativo «d’accordissimo», che è usato più in contesti familiari, per sottolineare che si è veramente in sintonia con quanto si è deciso. Per esempio:

«D’accordo?»
«D’accordissimo!»

Foto | Pixabay




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.