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Posted mercoledì, 10 gennaio 2018 by Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Un profilo di Ozaki Kōyō, scrittore giapponese che nasceva 150 anni fa

Ozaki Kōyō (1868-1903)
Ozaki Kōyō (1868-1903)

Ozaki Kōyō (1868-1903) può essere considerato, a buon diritto, una figura chiave della letteratura giapponese di fin de siècle. A lui il merito (certo non piccolo, certo non trascurabile) di essere riuscito a fondere la vena realista europea con la tradizione nipponica, dando corpo, nel corso della sua breve vita, a tutta una serie di capolavori. Serie iniziata con Le confessioni d’amore di due religiose, pubblicato nel 1889, e culminata con il romanzo postumo (ultimato dall’amico e discepolo Oguri Fūyō) Il demone dell’oro.

Ozaki Kōyō e l’amore per la letteratura

Una passione per la letteratura che Kōyō avvertì presto, abbandonando la prestigiosa università di Tokyo, uno dei più importanti atenei di tutto il Giappone, per fondare Gli amici del calamaio, un’associazione letteraria che avrebbe avuto un ruolo di primo piano nella divulgazione del pensiero di tanti giovani scrittori, desiderosi solo di dare nuovo slancio al romanzo giapponese.

Se, infatti, Le confessioni di Ozaki Kōyō, il suo primo grande successo, hanno un’ambientazione lontana (siamo in pieno Quattrocento, quando nella terra del Sol Levante infuriava la guerra civile), le altre opere mettono in luce un Giappone preferibilmente contemporaneo, agli albori dei grandi cambiamenti che il Novecento avrebbe poi messo rumorosamente in moto.

Tuttavia la vita del giovane scrittore e poeta (Ozaki Kōyō compose anche diversi haiku) venne falciata via dalla malattia, lasciando incompiuto, come dicevamo all’inizio, la sua opera oggi più celebre e letta Il demone dell’oro (noto qui in Italia anche come L’usuraio) che, solo grazie alla devozione del suo discepolo prediletto, vide la luce due anni dopo la scomparsa dello scrittore.

Subito il romanzo, apparso a puntate su un noto giornale del Paese, venne acclamato in egual misura da critici e lettori, trasformandosi in una sorta di opera cult della letteratura nipponica, chiave di volta del romanzo realista in «terra di Levante». Al suo centro il costo della modernizzazione di un’intera società, dove il potere del denaro travolge e snatura, accieca e disumanizza irrimediabilmente.

Foto | Di sconosciuto [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).