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Posted giovedì, 1 febbraio 2018 by Graziella Toscano in Mondolibri
 
 

Uno sguardo ai manuali di letteratura araba

Uno sguardo ai manuali di letteratura araba
Uno sguardo ai manuali di letteratura araba

Chi ha studiato Lingua e letteratura araba e ha attorno ai 40 anni, possiede indubbiamente nella propria biblioteca il testo di Francesco Gabrieli. In realtà, anche chi ha studiato Letteratura araba e oggi ha 50, 60 o 70 anni possiede, nella propria biblioteca, il testo di Gabrieli. Ricordo la prima volta che aprii quel libro che profumava di carta e muffa: stampato nel novembre del 1967. Ed era la versione aggiornata. Quelle pagine ingiallite le tocco ancora oggi col terrore che mi si polverizzino tra le mani. Erano altri tempi, prima dell’11 settembre del 2001. Il mondo arabo stava lì e interessava a pochi.

La letteratura araba di Gabrieli inizia con una sezione dedicata alla Giahiliyya, il periodo della «barbarie», «ignoranza», quello che precede la rivelazione coranica. Prosegue, naturalmente, con un capitolo interamente dedicato alla lingua del Corano e ai poeti degli Omàyyadi per spostarsi verso quelli della dinastia Abbaside. Quest’ultima sezione, non fosse altro che per motivi cronologici (copre dal secolo VIII al XIII) è indubbiamente quella più corposa, e ci guida dalla poesia erotica e bacchica di Abu Nuwas (vino e sesso nell’Islam? Già. I nostri pregiudizi partono da lontano) fino alla prosa d’arte della maqama, passando per l’eresiografia, la storiografia, i poeti siciliani e l’influsso sulla cultura romanza. Senza dimenticare, naturalmente, l’apporto cruciale dato dai filosofi di lingua araba. Ai secoli della decadenza (XIV-XIX), che pur vedono la nascita di quello che per noi è il testo più rappresentativo della letteratura araba, Le mille e una notte, segue una brevissima sezione sulla letteratura contemporanea. Ma, qui, si apre un’altra pagina.

La «Letteratura araba contemporanea» di Camera D’Afflitto

Non si scappa: la professoressa Isabella Camera D’Afflitto, con la sua Letteratura araba contemporanea, la fa da padrona. Ex professoressa dell’Orientale, ci lasciò tutti orfani quando si trasferì alla Sapienza. Non avevamo più le sue lezioni ma, almeno, ci rimaneva il suo manuale. Il periodo preso in esame parte dal XIX secolo, la cosiddetta nahḍah (rinascita). Vengono presi in considerazione gli scenari politici e, più che mai, gli scambi con «l’Occidente”» dando risalto a quella che è la novità delle riviste letterarie. Grande e giusta importanza viene data al dibattito sulla modernità, in paesi sempre combattuti tra progresso e tradizione, e al ruolo femminile sulla via dell’emancipazione. Il lettore scoprirà, magari con sorpresa, che il movimento femminista supportato dalla pratica della letteratura ha una lunga storia, nel mondo arabofono: Wardah al-Yazigi, Zaynab Fawwaz, Bahitat al Badiyah, Huda al-Sha’rawi, Mari ‘Agami, Hind Nawfal, Zaynab Fawwaz, Mayy Ziyadah, Widad Sakakini. Donne con storie diverse, persino religioni diverse, ma unite da uno scopo comune.

Altri manuali di letteratura araba

Purtroppo, l’Italia per decenni ha perso parzialmente quel primato negli Studi orientali che l’aveva contraddistinta, e le eccezioni, sebbene di valore, erano appunto eccezioni. Non c’è quindi una grandissima scelta, tra i testi. Negli ultimi due decenni, per fortuna, ho l’impressione che la tendenza si sia nuovamente invertita: Daniela Amaldi è autrice di una Storia della letteratura araba classica edita da Zanichelli, mentre esiste una antologia della letteratura araba contemporanea a cura delle professoresse Avino, Camera D’Afflitto e Salem. La professoressa Corrao, invece, ha curato un’antologia di poesia araba. Queste ultime due soluzioni, probabilmente, sono le migliori e le più dirette per avvicinarsi alla letteratura araba: mirate, senza mediazioni. Vi assicuro che avrete una (piacevole) sorpresa dopo l’altra.

Foto | Darrell Chaddock via Unsplash




Graziella Toscano

 
Vesuviana. Divenni lettrice perché ero una bambina sempre stanca.